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Cura Riparum. Archeologia e memoria del fiume Bacchiglione

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C'è un patrimonio ricchissimo nei fiumi italiani: archeologia, relitti, opere di banchinaggio, reperti isolati, tutte le tracce della lunghissima catena di testimonianze lasciate da popoli e genti che sulle rive hanno vissuto, commerciato, costruito, distrutto, prosperato. L'archeologia fluviale, spesso e volentieri in ombra rispetto alla ricerca marittima, è disciplina preziosa e può fornire chiavi di lettura straordinarie per la comprensione storica di un vasto mondo. Nel Nord Est d'Italia già da qualche anno è attivo il fortunato Anaxum Project, laboratorio di ricerca e formazione sul fiume Stella, che sotto la guida dell'Università di Udine e con l'appoggio dell'Institute for Nautical Archaeology accoglie studenti e ricercatori per prospezioni e indagini nell'importante corso d'acqua. Nasce oggi un nuovo progetto, questa volta in Veneto, dedicato al fiume Bacchiglione che, con un percorso di 118 km, attraversa le città di Vicenza e Padova,...

Archeologia fluviale nella Loira: una mostra a Rezé

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Oltre centosettanta reperti, databili tra l'Età del Bronzo e gli inizi del XX secolo, provenienti dalle acque della Loira, saranno resi visibili al grande pubblico fino al prossimo 30 settembre a Rezé (Nantes), nella sede dell'Espace Diderot, grazie al terzo appuntamento della Mostra itinerante "La Loire dessus dessous: archéologie d'un fleuve" . L'importante esposizione raccoglie un campione significativo di oggetti recuperati nel corso delle numerose campagne archeologiche subacquee compiute lungo il corso dell'importante fiume: antiche punte di freccia, anfore, stele, resti di strutture d'approdo, fino alle opere di banchina gallo-romane del porto di Rezé (scoperte nel 2011) e all'impressionante piroga monossile di Gueugnon, lunga 9 metri, databile al periodo carolingio e sottoposta a un lungo intervento per la conservazione dei legni nel laboratorio ARC Nucléart di Grenoble, tra i più avanzati d'Europa. Il catalogo dell'esposizione...

Archeologia subacquea nelle acque interne della Cina

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Il mese prossimo inizierà nel lago di Poyang (nella foto), nella provincia cinese di Jiangxi, il primo progetto di archeologia subacquea in acque interne mai condotto in Cina. Il direttore dell'Istituto di Archeologia della provincia di Jiangxi, Fan Changsheng, ha dichiarato di voler iniziare l'identificazione e lo studio di siti e relitti che certamente si nascondono nel più grande lago del paese, concentrando le ricerche in un settore denominato Laoyemiao, all'imboccatura di un canale che metteva in comunicazione il lago con lo Yangtze, il Fiume Azzurro, il più lungo corso d'acqua del continente (alle spalle di Rio delle Amazzoni e Nilo nella classifica dei fiumi più lunghi del mondo), da secoli importantissima via d'acqua dell'Estremo Oriente. Fan Changsheng è certo che più di un carico di porcellana, partito dall'area di Jingdezhen, possa essersi perduto nel passaggio, prima di raggiungere il mare.  

Una punta di lancia paleolitica in legno di tasso in un fiume sloveno

La scoperta di una punta di lancia in legno di tasso, parzialmente ricoperta da resina, in un corso d'acqua della regione di Lubiana, in Slovenia, è stata appena diffusa da alcuni quotidiani online stranieri. Pare che gli archeologi subacquei del locale istituto di ricerca abbiano rinvenuto il prezioso oggetto durante i lavori per la costruzione di un argine fluviale, presso Sinja Gorica, lo scorso settembre.  La notizia è stata diramata solo il 7 maggio, ed è stata confermata da Barbara Nadbath, dell'Istituto per la Protezione del Patrimonio Culturale Sloveno.  Analisi della forma avrebbero messo in relazione la punta lignea con i prototipi litici della cultura di Szeletia, tipica dell'Europa Centrale fra 50000 e 35000 anni fa.  Ci troveremmo dunque di fronte a un interessante prova della presenza di cacciatori paleolitici nell'area di Lubiana, già nota per importanti rinvenimenti preistorici,  tra cui la splendida ruota di carro in legno scoperta nel 2002 e datata 560...