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Nuove scoperte dal relitto di Antikythera. Una conferenza a Roma

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Appuntamento importante, martedì 13 febbraio alle 18.00, all'Istituto Svedese di Studi Classici, a Roma: Brendan Foley, ricercatore all'Università di Lund, terrà infatti una conferenza sui risultati emersi durante le nuove ricerche sul sito dello straordinario relitto di Antikythera . Negli ultimi anni, infatti, si è riacceso l'interesse sul sito del naufragio che aveva restituito, tra le altre cose, le importanti sculture oggi esposte al Museo Archeologico di Atene ( alcune delle quali sono state oggetto di nuovi lavori da parte dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro ), e l'affascinante meccanismo , prodigio della tecnologia antica di cui si sono offerte, negli anni, affascinanti ricostruzioni e accattivanti studi funzionali. Dal 2012 al 2017 i fondali di Antikythera hanno restituito reperti di eccezionale interesse, compresi resti umani , a oltre un secolo dai primi, pionieristici recuperi.

Sunken cities. I tesori sommersi dell'Egitto in mostra al British Museum

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Egitto, città sommerse, mondi perduti . Basta soffermarsi su queste poche parole per prevedere che la mostra Sunken cities. Egypt's lost worlds , in programma al British Museum dal 19 maggio al 27 novembre 2016, sarà un evento. In una delle sedi più prestigiose del mondo, infatti, troveranno ospitalità per alcuni mesi alcuni dei reperti maggiormente evocativi rinvenuti nella baia di Abukir negli ultimi vent'anni dal gruppo di ricerca coordinato da Franck Goddio . Reperti in parte già visti in diverse, suggestive esposizioni in giro  per l'Europa, e presentati decine di volte al pubblico con fotografie di grande impatto, solitamente accompagnate da titoloni sui mondi sommersi e, ça va sans dire , su Atlantide. Reperti notevoli, quelli di Abukir, che consentono di ricostruire la storia di città un tempo fiorenti, Thonis-Herakleion , crocevia di popoli e merci e punti di contatto tra l'antichissimo mondo dell'Egitto e i regni del Mediterraneo ellenistico. Ritrova...

Reperti in casa, subacqueo denunciato

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Nonostante tanti progetti di sensibilizzazione nei confronti del patrimonio culturale sommerso, nonostante l'operato delle Forze dell'Ordine, esistono ancora in Italia subacquei spregiudicati convinti che i reperti archeologici, eredità comune e testimonianza del nostro passato, stiano meglio tra bacheche e garage di casa; trofei da esporre ad amici compiacenti, o da provare a vendere ad altri pseudo-amanti dell'arte, tra il desiderio di possesso del prezioso 'antico vaso' e le similgiustificazioni di chi crede di aver salvato un pezzo di storia dal presunto abbandono dei magazzini museali, senza neppur rendersi conto del danno irreparabile perpetrato al giacimento, della distruzione di contesti e rapporti, della sottrazione di un bene alla comunità scientifica e al pubblico.  La Guardia di Finanza della Brigata di Torre Fantine ha appena reso noto di aver portato a termine una serie di perquisizioni nel foggiano, tra i ben noti tombaroli terricoli e il soli...

Una grande ancora sui fondali di Camogli

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E' stata presentata alla stampa poco prima di Natale una massiccia ancora lunga 5,20 metri e datata a un periodo compreso tra la fine del Medioevo e il XVIII secolo. Il reperto, rinvenuto in maniera fortuita nelle acque di Porto Pidocchio (Camogli), all'interno dell'Area Marina Protetta del Promontorio di Portofino, è stato  prontamente documentato fotograficamente dal giornalista A. Penco e segnalato alla Soprintendenza della Liguria, che ha immediatamente allertato i tecnici del Nucleo Operativo di Archeologia Subacquea. Doveva appartenere, viste le dimensioni, ad una nave di grosso tonnellaggio, probabilmente sorpresa da una tempesta. Il manufatto sarà conservato, in ossequio alle nuove disposizioni in merito alla protezione in situ dell'UNESCO, direttamente sul fondale di Camogli, e sarà probabilmente proposto come punto d'interesse per i sub che vorranno immergersi in zona.

I lingotti di Mal di Ventre e i neutrini del Gran Sasso

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L'enorme carico di lingotti di piombo di provenienza spagnola recuperato nelle acque di Mal Di Ventre, in Sardegna, finisce (in parte) nei laboratori del Gran Sasso: il purissimo piombo romano, appartenente a un relitto del I secolo a.C., è infatti utilissimo in determinati esperimenti scientifici, come quello oggi in via di attuazione, relativo allo studio dei neutrini. Privati del cartiglio (su cui si imprimeva il nome del produttore, e dunque di grande importanza per gli studi di epigrafia), 120 lingotti del peso di 33 kg ciascuno saranno così destinati alle più avanzate ricerche scientifiche italiane. Ci si augura che venga conservata una ricca documentazione scientifica con una accurata catalogazione fotografica, in considerazione del fatto che i lingotti di piombo romani hanno più di un punto di interesse (contromarche, incisioni, segni dei piani di posa) e che il 'salvataggio' del cartiglio, da solo, non garantisce il salvataggio della totalità delle informazioni in...

L'infinito viaggio dell'Atleta di Lisippo

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Una splendida opera bronzea proveniente dal mare e la decisione di un gip marchigiano riaprono il dibattito sui capolavori antichi sbarcati oltreoceano e sulla proprietà dei reperti restituiti dalle profondità marine. L'infinito viaggio dell'Atleta di Lisippo. Di seguito l'articolo comparso su Repubblica ROMA - Il pescatore Romeo Pirani sarebbe contento per la decisione presa ieri dal tribunale di Pesaro di confiscare la statua dell'Atleta vittorioso, attribuita al greco Lisippo e ora in mano al Getty Museum di Los Angeles. Morto nel 2004, era stato lui a ripescarla trent'anni prima al largo di Fano e poi a rivenderla illegalmente a un imprenditore di Gubbio per cinque milioni di lire. Pentito per quella pesca miracolosa e fraudolenta, Pirani pose una delle 8000 firme della petizione che chiedeva di far tornare in città, una volta rientrato in Italia, il prezioso bronzo ellenistico. Ma la battaglia per riconquistare l'Atleta di Fano non è ancora vinta. Ieri la F...

Archeologia Subacquea a Taiwan

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Per chi avesse la fortuna di trovarsi in Estremo Oriente,  vale la pena dare un'occhiata a un'interessante mostra appena inugurata a Taiwan, e aperta fino al 13 dicembre.  Per la prima volta, infatti, verranno presentati reperti di archeologia subacquea provenienti dalle aque taiwanesi, ritrovati e recuperati grazie alla fattiva collaborazione tra il governo di Taipei e il celebre centro di archeologia sottomarina francese DRASSM, uniti da un accordo quadriennale. Il nuovo museo di Shihsahang, sede dell'esposizione,  è un vero e proprio gioiello, e nei prossimi anni cercherà di diventare un efficiente polo di ricerca e di divulgazione. A tale proposito, le autorità taiwanesi hanno mostrato forte interesse per la formazione di una prima generazione di archeologi subacquei locali, che possano continuare le ricerche nei prossimi decenni. Di seguito l'articolo comparso sulle pagine del China Post: TAIPEI, Taiwan -- An exhibition that promises to offer a fascinating insight ...

Ancora reperti dal ragusano

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Le acque siciliane non smettono di restituire reperti antichi. Nel tratto di mare antistante l'area di Ispica, infatti, sono stati rinvenuti dai carabinieri numerosi interessanti frammenti di reperti archeologici, relativi all'età romana. Determinante è stato ancora una volta l'apporto di privati cittadini che hanno segnalato le scoperte direttamente alle Autorità, consentendo di organizzare in poche ore una missione di recupero, grazie ai Carabinieri di Modica e ai colleghi di Messina e del Nucleo per la Tutela del Patrimonio, di Siracusa. Sarà ora la Soprintendenza del Mare a occuparsi degli oggetti, provenienti da un'area che nel corso del 2009 ha regalato continue emozioni.

Nuove scoperte nelle acque di Gela

Ancora una buona notizia da Gela: nelle acque antistanti l'antica città siciliana continuano le scoperte. Stavolta sono state recuperati 26 reperti, grazie al lavoro dei Carabinieri e alle continue segnalazioni da parte dei subacquei locali, sempre più sensibilizzati e pronti alla collaborazione. Notizie come questa lasciano davvero sperare che la vergognosa stagione in cui anfore e reperti venivano recuperati nottetempo e dirottati verso mercati clandestini sia ormai destinata a tramontare. Di seguito, il testo della nota, comparsa sul sito www.tg10.it Un sito archeologico subacqueo è stato individuato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta, nei fondali del tratto di mare antistante la costa di contrada Bulala, a pochi chilometri dal centro abitato di Gela. Sono stati i militari del Nucleo Subacquei di Messina, in collaborazione con alcuni sub locali, a scoprire l’importante tesoro storico, nell’ambito di una vasta operazione di monitoraggio. Sono stati recuper...

Sub siciliano restituisce una trentina di pezzi. Al sindaco.

Una curiosa notizia è comparsa oggi su un canale di informazioni siciliano.  Un operaio di Gela, con la passione della pesca subacquea, avrebbe recuperato sott'acqua una trentina di reperti archeologici greci, databili al V- IV secolo a.C. e, dopo averli tenuti in casa per alcuni giorni, si sarebbe deciso a consegnarli alle Autorità. Colpisce la maniera singolare in cui è avvenuta la restituzione. L'operaio ha infatti lasciato i reperti davanti alla porta di casa del sindaco, Rosario Crocetta, e lo ha poi allertato con una telefonata. E' stato il primo cittadino, in un secondo momento, a recuperare i pezzi e a consegnarli alla Soprintendenza. Non è la prima volta che a Gela avvengono restituzioni simili (tre anni fa, per esempio, un tombarolo pentito lasciò i pezzi del suo "museo" all'ArcheoClub locale). Al di là dell'aspetto curioso della notizia, va salutata con piacere questa nuova prova di una mentalità che lentamente sta iniziando a cambiare. Maggiori...

Nuovi recuperi nelle acque di Messina

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Una nuova scoperta è stata appena segnalata dalla Sicilia: si tratta di alcuni manufatti antichi, individuatu da un gruppo di sub. Al di là dell'importanza del ritrovamento, la cosa che più fa piacere è la riprova di una mentalità che sta cambiando: non è il primo caso, quest'anno, di fortunati rinvenimenti immediatamente segnalati alle autorità competenti. La notizia proviene da http://www.nettunopress.it/news.asp?idsezione=1&id=29095 Recuperate due macine di epoca greco romana, monete e resti di anfore. A scoprire i reperti i subacquei Nicola Panetta e Nuccio Schifilliti che hanno avvisato la Soprintendenza del Mare che ha disposto l’immediato recupero per evitarne il trafugamento (16/10/2008) Ancora un ritrovamento archeologico nei fondali messinesi. Ieri il gruppo Oloturia Sub, che fa capo al noto subacqueo Gianmichele Iaria, ha recuperato alcuni reperti di epoca greco...