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Anfore in vendita sul web, 8 sequestri a Girona, in Spagna

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Erano in vendita a un prezzo di 500 euro le otto anfore , peraltro frammentarie, finite sotto sequestro  da parte della Guardia Civil spagnola nell'ambito dell' Operación Béticas . Gli agenti si sono accorti delle inserzioni da parte di privati residenti nell'area di Girona, nel Nord della Catalogna, e in breve tempo sono riusciti a recuperare i reperti prima che finissero nelle mani di qualche incauto acquirente.  Agli archeologi del CASC, il Centro di Archeologia Subacquea della Catalogna , con sede proprio nella cittadina di Girona, il compito di custodire le anfore e recuperare il maggior numero di informazioni sul luogo di provenienza , che verosimilmente potrebbe consentire l'identificazione di un relitto finora non noto. 

Deteneva illecitamente anfore, armi e munizioni: arrestato un marittimo a San Benedetto del Tronto

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E' costata carissima, a un marittimo abruzzese, la presentazione di alcuni documenti falsi alla Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto (AP) ; gli investigatori della Guardia Costiera, infatti, in sinergia con i Carabinieri di Martinsicuro (TE) hanno perquisito l'abitazione dell'uomo (che, a quanto pare, navigava da tempo senza alcun titolo di comandante) e hanno rinvenuto armi da fuoco, munizioni, polvere da sparo e quattro anfore vinarie , il tutto detenuto illecitamente.  Prevedibilmente, sono scattate le manette per il falso comandante, e si è deciso di procedere al sequestro di tutto il materiale , comprese le anfore, che saranno ora oggetto di studio; ben poco si potrà dire, purtroppo, della loro provenienza, che andrebbe verosimilmente cercata nel vasto tratto di Adriatico battuto dall'uomo: chilometri di coste sabbiose e bassi fondali che conservano un patrimonio ricco e significativo , ma al tempo stesso fortemente minacciato dall'impatto d...

Anfore sulla barca di un diving center, scatta la denuncia

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Sono stati denunciati due individui che trasportavano a bordo della loro imbarcazione sei anfore databili tra il IV e il V secolo d.C. e appartenenti al relitto di Cala Reale, uno dei più interessanti congiunti archeologici visibili sui fondali dell'Asinara, in Sardegna. Ad essere colti sul fatto, durante un normale controllo della Guardia Costiera di Porto Torres, non dei comuni subacquei, ma personale di un diving center , uno dei tanti centri d'immersione che accompagnano i sub nelle acque italiane.  Il sequestro dei reperti, la denuncia  dei responsabili e le perquisizioni svolte nelle loro case e nella sede del diving (all'interno della quale sono stati rinvenuti altri materiali archeologici di provenienza sottomarina), così come la consueta celerità ed efficienza delle Autorità non bastano a mitigare la gravità dell'accaduto: il personale dei centri d'immersione, dal gestore ai tanti collaboratori e divemaster , attraverso i quali passa la gran parte dei s...

Reperti in casa, subacqueo denunciato

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Nonostante tanti progetti di sensibilizzazione nei confronti del patrimonio culturale sommerso, nonostante l'operato delle Forze dell'Ordine, esistono ancora in Italia subacquei spregiudicati convinti che i reperti archeologici, eredità comune e testimonianza del nostro passato, stiano meglio tra bacheche e garage di casa; trofei da esporre ad amici compiacenti, o da provare a vendere ad altri pseudo-amanti dell'arte, tra il desiderio di possesso del prezioso 'antico vaso' e le similgiustificazioni di chi crede di aver salvato un pezzo di storia dal presunto abbandono dei magazzini museali, senza neppur rendersi conto del danno irreparabile perpetrato al giacimento, della distruzione di contesti e rapporti, della sottrazione di un bene alla comunità scientifica e al pubblico.  La Guardia di Finanza della Brigata di Torre Fantine ha appena reso noto di aver portato a termine una serie di perquisizioni nel foggiano, tra i ben noti tombaroli terricoli e il soli...