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Visualizzazione dei post da settembre, 2015

Fabio Maniscalco, archeologo subacqueo, eroe. Un libro per raccontare la sua storia

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E' scomparso ormai da sette anni Fabio Maniscalco ,  archeologo subacqueo, brillante studioso, eroe della salvaguardia del patrimonio in zone di conflitto. Sette anni fa, a causa dell'uranio impoverito e dei metalli pesanti assorbiti mentre cercava di salvare i tesori dell'arte dalla furia della guerra in ex-Jugoslavia,  si spegneva, ancora giovane, nella sua Napoli; solo poche settimane prima, di fronte alla condanna decretata dalla sua malattia, era stata avanzata l'idea di proporre il suo nome per il Nobel per la pace . Oggi un libro racconta la sua storia (si presenta a Napoli, al circolo ILVA di Bagnoli, il 30 settembre alle 18.30): Oro dentro. Un archeologo in trincea: Bosnia, Albania, Kosovo, Medio Oriente (Skira ed., 192 pag., 16 euro), scritto da Laura Sudiro, archeologa e giornalista, e da Giovanni Rispoli, giornalista e storico, è il doloroso racconto di un'esistenza generosa, del lavoro, dei sogni e delle speranze di un giovane studioso, giunto a...

Gaeta, gli archeologi subacquei dell'Orientale di Napoli al lavoro nella villa romana di Fontania

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Si sono appena concluse le ricerche sul campo dell'Università di Napoli "L'Orientale" nella grande villa marittima di età romana semisommersa in località Fontania, a Gaeta (LT). Il grande complesso, caratterizzato da imponenti piloni, articolate architetture e grandiose strutture realizzate a partire dall'età tardo-repubblicana, si affacciava su una delle baie più suggestive del litorale laziale , sfruttandone la conformazione naturale, e al tempo stesso plasmando il paesaggio secondo il gusto e le necessità dei proprietari. Non resta molto, oggi, dell'antica residenza sull'aspro promontorio di Fontania, profondamente trasformato dal proliferare di villini e costruzioni moderne vista mare; si conservano invece ancora notevoli evidenze sulla spiaggia , già opportunamente documentate da recenti lavori della Soprintendenza Archeologica del Lazio, e importanti resti nello specchio acqueo antistante , protetti dall'aumento del livello del mare nel cor...

Bretagna, scoperto un relitto con un carico di lingotti di stagno

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Oltre quattro tonnellate di lingotti di stagno, di dimensioni variabili (il peso dei maggiori sfiora i 33 kg, pari a 100 libbre romane), e contraddistinti da iscrizioni e marchi di produzione, frammisti a ceramica: è l'affascinante carico di un relitto, databile al III-IV secolo d.C., in corso di scavo nelle acque dell'isola di Batz , a 15 metri di profondità, a poca distanza dalle coste della Bretagna.  Il relitto era stato segnalato già in passato da subacquei sportivi, ed oggi è finalmente oggetto di campagne di ricerca sistematiche, grazie ai tecnici del DRASSM (il Dipartimento francese di Ricerche Archeologiche e Sottomarine) e alla possibilità di utilizzare l' André Malraux , la nuova nave allestita oltralpe appositamente per il lavoro degli archeologi subacquei. Le coste frastagliate della Bretagna, esposte alle potenti perturbazioni atlantiche e interessate da grandi variazioni di marea, sono costellate da relitti di tutte le epoche. Le nuove ricerche del D...

Altro che artificiale! La posizione degli esperti sul "misterioso monolite di 9500 anni fa" scoperto nel Banco di Pantelleria

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Aveva avuto una grossa risonanza mediatica la notizia, diramata poche settimane orsono, della scoperta di un gigantesco monolite sui fondali di Pantelleria : un misterioso manufatto attribuito addirittura all'antichissima mano di uomini vissuti 9500 anni fa.  Il massiccio elemento litico, lungo 12 metri e forato da parte a parte, era stato studiato e pubblicato sul Journal of Archaeological Science da Emanuele Lodolo e Zvi Ben-Avraham, a capo di un team di ricerca (curiosamente privo di archeologi), conquistando in breve tempo i maggiori organi di stampa nazionale.  Il consueto mix di sensazionalismo e mistero che contraddistingue questo genere di notizia ha fatto si che in molti prendessero per oro colato la scoperta , senza soffermarsi troppo sulle implicazioni che un rinvenimento del genere potrebbe avere nelle nostre conoscenze in merito alle antiche linee di costa, alle frequentazioni preistoriche del Mediterraneo, alla diffusione del megalitism...