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Camarat 4: ricerche a -2500 mt sul più profondo dei relitti francesi

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Al largo di Ramatuelle, il relitto cinquecentesco Camarat 4 è stato oggetto di una nuova missione scientifica condotta dal DRASSM e dal CEPHISMER della Marine nationale, nell’ambito dell’operazione CALLIOPE 26.1. Individuato nel 2025 durante un’operazione di esplorazione dei fondali marini, il sito è il più profondo relitto mai registrato nelle acque sotto giurisdizione frances e. La campagna 2026 ha previsto l’impiego di un ROV operativo fino a 4.000 metri per una copertura fotogrammetrica completa del sito e l’acquisizione di oltre 66.000 immagini.  Il modello 3D ottenuto consente ora un’analisi dettagliata di ancore, cannoni, ceramiche e elementi del carico, verosimilmente proveniente da un porto della Liguria.

Malta. Proseguono le ricerche sul relitto fenicio di Xlendi a Gozo

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Nonostante le difficoltà causate dalla situazione attuale, non si sono arrestate le ricerche sullo straordinario sito sommerso del relitto fenicio di Xlendi Bay, a Gozo . L' Università di Malta , che lavora sul relitto grazie al sostegno di Heritage Malta, Ministry of Gozo, Ministry for Tourism/Malta Tourism Authority, Honor Frost Foundation e Malta International Airport ha proseguito anche nel 2020 i lavori di documentazione sulla nave che giace, dal VII secolo a.C., a 110 metri di profondità a poca distanza dal villaggio di Xlendi, sulle coste di Gozo, la più settentrionale delle isole dell'arcipelago maltese.  Il sito, di eccezionale importanza per le condizioni di conservazione e la rarità del carico , fu identificato grazie al Side Scan Sonar nel 2007, ed è stato investigato anno dopo anno grazie alle più moderne tecnologie; scavi ad alto fondale, esplorazioni per mezzo di sottomarini e ROV, documentazione 3D e fotogrammetria sono solo alcune delle attività portate avanti ...

Due relitti del XIX secolo ritrovati durante le ricerche del Boeing scomparso di Malaysia Airlines

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Uno dei disastri aerei più strani degli ultimi anni, la misteriosa scomparsa del volo Malaysia Airlines MH370 l'8 marzo 2014, ha recentemente permesso di identificare due relitti navali del XIX secolo. L'infruttuosa ricerca dei resti del Boeing 777-200ER malese, improvvisamente sparito dai radar mentre trasportava 239 persone da Kuala Lumpur a Pechino, ha infatti regalato la magra consolazione di qualche inattesa scoperta dai fondali.  Tra il 2015 e i primi mesi del 2017, la compagnia di ricerca in alto fondale Fugro ha svolto indagini su un'area vastissima dell'Oceano Indiano, con l'ausilio di Side Scan Sonar, Multibeam, AUV e ROV . Il primo relitto identificato, a una profondità di 3900 metri e a oltre 1400 miglia dalle coste australiane, è stato documentato grazie a una battuta di oltre 12.000 foto, per mezzo di un veicolo autonomo: sono stati così riconosciuti ammassi di elementi metallici, ancore di tipo ammiragliato, segmenti di catena,  chiodi, r...

La Spezia, localizzato il relitto dell'incrociatore Gioberti

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Continuano a regalare sorprese le ricerche archeologiche in alto fondale nate nell'ambito degli accordi di collaborazione fra il MIBACT e la Marina Militare : stavolta dal mare riemerge la storia del Regio Cacciatorpediniere Vincenzo Gioberti, protagonista durante la Seconda Guerra Mondiale di oltre 200 missioni di guerra, e appena localizzato nei pressi dell’isola del Tino, nel Golfo di La Spezia, a circa 600 metri di profondità. Il rinvenimento del relitto, affondato da un sommergibile il 9 agosto del 1943, è stato reso possibile grazie alle strumentazioni per ricerche profonde progettate dall’ingegner Guido Gay e installate sul catamarano Daedalus. Alla missione di documentazione, sul cacciamine Gaeta, hanno poi partecipato tecnici della Soprintendenza Archeologia della Liguria e lo stesso scopritore Guido Gay. Il cacciatorpediniere Gioberti, lungo 106,7 metri e in grado di raggiungere una velocità di 39 nodi, faceva parte della 9^ Squadriglia Cacciatorpediniere con i ...