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Un teatro sommerso a Baia?

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In principio era l'aerofotografia. Poi vennero i satelliti, e Google Earth. Oggi basta un clic per osservare dall'alto la superficie terrestre, e spesso anche per sbirciare sott'acqua. Si notano anomalie, strutture, si colgono dettagli interessanti. Di tanto in tanto, viene fuori anche qualche bella scoperta. Ma non tutte sono affidabili. Chi ci segue ricorderà l'episodio, da noi riportato, del presunto 'scopritore' di una Miseno sommersa a Miliscola (trovate la notizia cliccando qui ), approdato agli onori della cronaca grazie al Mattino di Napoli. Le strade, le piazze, gli assi viari fantasiosamente individuati dall'appassionato, altro non erano se non le consuete anomalie, presenti in moltissime foto di Google Earth, e per nulla riconducibili ad evidenze archeologiche. Alla fine del 2009, era stato invece l'autorevole Herald de Paris a presentare (con le solite anomalie) una nuova città posata sul fondo del mare, stavolta nei Caraibi: si esortava a...

I reperti di Pantelleria in mostra a Napoli

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Si inaugura il 22 gennaio 2010 a Napoli un'interessante mostra dedicata al recupero, al restauro e alla musealizzazione dei reperti provenienti dal relitto della Baia di Scauri a Pantelleria. Si tratta di una ricca collezione di antichi resti che sono stati restaurati nel corso di un importante progetto che ha visto coinvolti la Soprintendenza del Mare, l'Università Parthenope di Napoli, il CIMCF dell'Università Federico II di Napoli e la Archeoservice s.r.l. , oltre a un nutrito gruppo di specialisti: dallo scorso novembre, infatti, un gruppo di allievi ha preso parte a un corso di aggiornamento post-universitario sulle tecniche di indagini diagnostiche sui reperti archeologici - restauro, conservazione e valorizzazione, apprendendo tecniche innovative e sperimentandole praticamente sui materiali. Da segnalare anche l'appoggio, tra gli altri, del Rotary club Napoli - Castel Sant'Elmo, che ha offerto un contributo di 900 euro per sostenere l'attività dei cor...

St. Kitts and Nevis ratifica la Convenzione UNESCO

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Si aggiunge un nuovo paese alla sempre più lunga lista dei firmatari della Convenzione UNESCO per il Patrimonio Culturale Subacqueo: è il piccolo arcipelago di St. Kitts and Nevis, in America Centrale. Le isole in questione, situate nel cuore del gruppo delle Piccole Antille, sono state lungamente al centro di rotte e traffici importanti, in particolare tra il XVII e il XIX secolo, e dispongono senza dubbio di un quantitativo importante di relitti, che vanno protetti. Di seguito, il testo dell'articolo comparso sulla stampa locale (il Saint Kitts and Nevis Democrat Newspaper) At a short ceremony held at UNESCO headquarters in Paris this Thursday, St. Kitts and Nevis’ Permanent Delegate formally submitted the Government’s ratification instrument enshrining the Federation in the prestigious UNESCO Convention on the Protection of the Underwater Cultural Heritage. The Convention, established in 2001, seeks to enable UNESCO Member States to better protect their underwater heritage. ...

Eccezionale scoperta in Libia

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Riportiamo con grande piacere la notizia di una scoperta di grandissimo valore, appena annunciata dalla Soprintendenza del Mare della Sicilia: gli archeologi hanno individuato una affascinante città sommersa, un tempo fiorente per la lavorazione della porpora e oggi distesa su un fondale marino compreso tra uno e tre metri, a poca distanza da Tobruk in Libia. Eccezionale scoperta archeologica nelle acque della Cirenaica Una città sommersa Un gruppo di archeologi e tecnici italiani della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, guidati da Sebastiano Tusa, hanno effettuato un’entusiasmante scoperta che oltre alla spettacolarità insita nei suoi contorni ambientali, manifesta interesse scientifico di primaria importanza. Nel corso del progetto ArCoLibia (Archeologia Costiera della Libia) iniziato alcuni anni fa e che ha già portato ad alcune scoperte eccezionali come quella della nave veneziana Tigre naufragata presso il capo Ras...

La Convenzione dell'UNESCO per il patrimonio culturale sommerso

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Come annunciato su queste pagine agli inizi di ottobre, l'Italia ha finalmente ratificato la Convenzione dell'UNESCO per il patrimonio culturale sommerso. Il testo, redatto a Parigi nel 2001 da una commissione che comprendeva anche autorevoli esperti italiani, era entrato in vigore soltanto pochi mesi fa, al raggiungimento della soglia minima di stati firmatari. L'Italia ha atteso ancora del tempo, firmando la carta solamente nei giorni scorsi: si supera così l'imbarazzante ritardo di un paese depositario di uno dei più importanti patrimoni culturali subacquei del mondo, coinvolto in prima linea nella nascita dell'archeologia subacquea eppure completamente disinteressato, al momento di impegnarsi sul piano internazionale per la tutela e la promozione del passato sommerso. Un paese che ha fatto sue molte delle linee guida della Convenzione nella propria legislazione, ma che ha atteso un'infinità di tempo per apporre la firma. Formazione, lavoro, musealizzazione, ...

Un nuovo progetto di musealizzazione subacquea in Croazia

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Arriva dalla Croazia la notizia di un nuovo interessante progetto di musealizzazione subacquea (in linea, vale la pena ricordarlo,con le nuove direttive UNESCO). Sarà infatti presto aperta al pubblico l'area marina della Baia di Poculmarak, a Silba, nella riviera di Zara, in cui è stato rinvenuto un interessante sarcofago tardoantico e una serie di altri reperti. Gli archeologi stanno procedendo in questi giorni alla pulizia dell'area e alla ricognizione accurata della baia. Se non ci saranno intoppi, sarà possibile per i turisti visitare la nuova area in immersione, o anche semplicemente in snorkeling: i reperti si trovano infatti alla profondità di appena 2 metri, in un'acqua notoriamente limpidissima e pulita.  Non è il primo progetto di archeologia sottomarina della Croazia, che sta rapidamente recuperando il gap accumulato nel corso degli anni con gli altri paesi mediterranei, e si sta presentando alla comunità scientifica e alle gente comune come un grande serbatoi...

Un battello a vapore della Febbre dell'Oro nelle acque dello Yukon

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Una scoperta di grande interesse da oltreoceano: un team di archeologi ha individuato nelle fredde acque dello Yukon i resti di un battello a vapore del XIX secolo, colato a picco nel 1901, mentre impazzava la corsa all'oro del Klondike. Per le eccellenti condizioni di conservazione, si tratta di un importante ritrovamento. Di seguito, l'articolo comparso sulle pagine del Los Angeles Times Underwater archaeologists said Monday that they have found a virtual time capsule of life during Canada's Klondike Gold Rush: a sunken Yukon River stern-wheeler so well-preserved that researchers can document the last minutes of the five-man crew as well as their life aboard the primitive cargo-hauler. The door of the steam boiler on the A.J. Goddard was open, and slightly charred wood found inside suggested the crew was trying to build up a head of steam, perhaps to break loose from an ice jam. An ax remained on the deck after one crew member hefted it to chop the rope used to tow a ...