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Sicilia, dispositivi high tech per visite interattive ai siti archeologici sommersi

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Non smette di stupire, la Soprintendenza del Mare : è stato appena presentato a Palermo un nuovo sistema di fruizione in immersione dei siti archeologici subacquei, basato su dispositivi portatili high-tech, in grado di fornire informazioni dettagliate su siti, relitti e reperti delle acque siciliane. Un po' come per i musei sulla terraferma, dove sono ormai sempre più diffuse le etichette interattive basate sui QR codes decodificabili dagli smartphone. Con un sistema simile, i subacquei potranno puntare i loro apparecchi su apposite targhette , assicurate con piccole boe a relitti, anfore e ceppi d'ancora; in un attimo, sul display scafandrato del dispositivo compariranno tutte le informazioni richieste, in italiano o in inglese, per un'esperienza finora impensabile.  L’innovativo sistema sarà in funzione nei sette itinerari culturali subacquei realizzati nell’ambito del Programma Operativo Interregionale Attrattori culturali, naturali e turismo (POIn) con il prog...

Ricerche in Oman sul relitto dell'Esmeralda di Vasco da Gama

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Sul fondo di una baia incontaminata nell'isola di Al Hallaniyat, a 45 km dalle coste meridionali dell'Oman, un gruppo di ricercatori sta documentando da tempo i resti di un antico naufragio.  Secondo le fonti ufficiali, potrebbe trattarsi dell' Esmeralda , una delle più antiche navi della Carreira da India , appartenuta alla flotta di Vasco da Gama e capitanata da suo zio, Vicente Sodré, affondata nel 1503 durante un fortunale.   Monete, ceramiche e armi rinvenute semicelate da alcune grandi concrezioni sul fondale, sembrano in effetti suggerire che la nave affondata al largo della Penisola Arabica fosse una nao  di grandi dimensioni, armata pesantemente, affondata nei primissimi anni del XVI secolo: il che, grazie anche alla ricchissima documentazione proveniente dagli archivi portoghesi, rimanda all' Esmeralda o alla São Pedro , naufragate in circostanze simili, durante la stessa spedizione (più verosimilmente la prima, che viaggiava in un convoglio separa...

A Udine il V Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea

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A vent'anni dal primo Convegno Nazionale (Anzio 1996) e a sei dall'ultimo ( Genova 2010 ), parte da Udine una nuova chiamata a raccolta per gli archeologi subacquei italiani. Attraverso tavoli di lavoro tematici, e riservando il maggior spazio possibile alla discussione e alle proposte, gli organizzatori (Università di Udine - Soprintendenza Archeologia del Friuli-Venezia Giulia) auspicano di poter gettare le basi per una rifondazione della disciplina.  Un modo di ripartire in un momento in cui le tante problematiche accumulatesi nel corso degli anni, e la scarsa attenzione rivolta al settore dal mondo politico, pur in una fase di ristrutturazione generale del comparto dei Beni Culturali , sembrano aver fatto perdere all'archeosub italiana la vitalità, la ricchezza di idee e progetti e la spinta del passato.  Riportiamo di seguito la Call ufficiale del Convegno, con scadenza 15 marzo. V Convegno Nazionale Di Archeologia Subacquea_Call_01

Mostre. I reperti del relitto Deltebre I arrivano a Barcellona

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Girona , Alicante, Tarragona, ora Barcellona. La mostra di archeologia subacquea Deltebre I - Historia de un naufragio continua il suo percorso fra i musei di Spagna e approda al MAC, il Museu d'Arqueologia de Catalunya , nel cuore della capitale catalana. Fino al prossimo 6 marzo, anche gli abitanti e i tanti visitatori di Barcellona potranno osservare da vicino alcuni straordinari oggetti recuperati dal CASC, il Centro di Archeologia Subacquea di Catalogna, fra i legni di una grande nave militare inglese affondata alla foce del fiume Ebro il 20 giugno del 1813; in quel principio di XIX secolo, cioè, in cui, nel contesto della Guerra di Indipendenza Spagnola (Guerra del Francés, 1808-1814), le artiglierie di Francia e Gran Bretagna si sfidavano sul suolo e nelle acque della Spagna.  La scoperta del relitto, dovuta alla segnalazione di un subacqueo del luogo, è storia recente, e scaturisce dal lento ritirarsi del delta dell'Ebro: un fenomeno indotto dall'uomo che...

Roma, un workshop sui porti del Mediterraneo antico alla British School

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Segnaliamo un nuovo workshop dedicato alle ricerche in corso nei porti del Mediterraneo antico, nell'ambito del Portuslimen Project . Il convegno avrà luogo presso la British School at Rome giovedì 28 e venerdì 29 gennaio, dalle 9.00 alle 17.30. Di seguito, il fitto e stimolante programma delle giornate: Ports Workshop Programme

Gli Antichi sugli Oceani. Conferenza di Flavio Enei a Roma

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Segnaliamo un'interessante conferenza di Flavio Enei , direttore del Museo del Mare e della Navigazione antica di Santa Severa,  dal titolo: " Gli antichi sugli oceani: Fenici Greci e Romani ai confini del mondo ". L'evento è in programma mercoledì 13 gennaio alle 17 nel salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana (via della Chiesa Nuova 18, Roma). Si tratta del primo appuntamento del 2016 con gli incontri di Archeologia in Vallicelliana , realizzati in collaborazione con Terra Italia onlus , un’associazione nata con finalità di solidarietà sociale e con l’obiettivo di promuovere attività nel campo dell'istruzione e della formazione, e della tutela, promozione e valorizzazione della cultura, in particolare salvaguardando e sostenendo l'indagine storica sull'Italia romana.

La favolosa scoperta del San José e i timori sul suo destino

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Sul fondo del Mar dei Caraibi esiste un immenso cimitero di navi : una preziosa capsula del tempo, in grado di raccontare centinaia di storie di commerci, di battaglie, di pirati, ma anche un congiunto di favolose ricchezze, oro, argento, pietre preziose, lungamente al centro delle mire dei cacciatori di tesori di mezzo mondo. Ora, una di queste navi, una delle più cercate, sarebbe stata finalmente ritrovata. E' stato direttamente il Presidente della Colombia a informare, infatti, che 'sin lugar a duda' sarebbe stato localizzato nelle acque delle Islas Rosario, 307 anni dopo il suo naufragio, il relitto del galeone San José . Una nave leggendaria , forse più per i cacciatori di tesori che per gli archeologi, in virtù del suo favoloso carico di 11 milioni di monete d'oro, lingotti d'argento e smeraldi. Una grande unità navale affondata nel 1708 mentre cercava di rifugiarsi nel porto di Cartagena de Indias, costretta ad annullare la sua traversata atlantica e l...