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Il cavallo di Troia, la balena di Pinocchio e la comunicazione dell'archeologia

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Sta avendo grossa risonanza mediatica, in queste ore, un articolo del Corriere  relativo alla teoria dell'archeologo bresciano Francesco Tiboni in merito al Cavallo di Troia , da lui interpretato come una  nave fenicia dal nome Hippos. Tesi che sarà presto pubblicata in un paper per Archaeologia Maritima Mediterranea  e in un articolo divulgativo per Archeologia Viva . Tra gli addetti ai lavori, oggi sempre più in rete grazie anche ai social network, si è rapidamente accesa un'animata discussione: che il Cavallo di Troia fosse in realtà una nave, è teoria vecchia e ampiamente pubblicata , anche in studi recenti (da ultimo J. Ruiz de Arbulo " Los navegantes y lo sagrado. El barco de Troya. Nuevos argumentos para una explicación náutica del caballo de madera. " In: X. Nieto y M.A.Cau (Eds): Arqueología Náutica Mediterránea, Monografies del CASC, 8, Girona,2009, 535-551). Tiboni, esperto di navigazioni per ambiti cronologici molto antichi, porta la ricerca più in l...

Furto a bordo dell'André Malraux, saccheggiato il gioiello dell'archeosub francese

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Tra le imbarcazioni appositamente costruite per la ricerca archeologica sottomarina, l' André Malraux , a disposizione dei francesi del DRASSM (il Dipartimento di Ricerche Archeologiche Sottomarine) dal 2012, è certamente una delle più avanzate e meglio equipaggiate.  Sembra, però, secondo quanto riportato da La Provence , che la nave,  solitamente impegnata su relitti e siti sommersi, ma talvolta ormeggiata anche per lunghi periodi alla sua base di Marsiglia, subisca da un po' di tempo atti di vandalismo più o meno gravi: ciurme di ragazzini che si arrampicano a bordo ("a volte anche in gruppi di 20 o 30") o che tentano di mollare gli ormeggi, piccoli o grandi furti. L'ultimo episodio, pochi giorni fa, quando ci si è resi conto che dalla Malraux  mancavano attrezzature per oltre 200.000 euro. Un conto salato, che ricorda gli 80.000 euro di danni subiti dalla precedente nave del DRASSM, l' Archéonaute .

La Spezia, localizzato il relitto dell'incrociatore Gioberti

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Continuano a regalare sorprese le ricerche archeologiche in alto fondale nate nell'ambito degli accordi di collaborazione fra il MIBACT e la Marina Militare : stavolta dal mare riemerge la storia del Regio Cacciatorpediniere Vincenzo Gioberti, protagonista durante la Seconda Guerra Mondiale di oltre 200 missioni di guerra, e appena localizzato nei pressi dell’isola del Tino, nel Golfo di La Spezia, a circa 600 metri di profondità. Il rinvenimento del relitto, affondato da un sommergibile il 9 agosto del 1943, è stato reso possibile grazie alle strumentazioni per ricerche profonde progettate dall’ingegner Guido Gay e installate sul catamarano Daedalus. Alla missione di documentazione, sul cacciamine Gaeta, hanno poi partecipato tecnici della Soprintendenza Archeologia della Liguria e lo stesso scopritore Guido Gay. Il cacciatorpediniere Gioberti, lungo 106,7 metri e in grado di raggiungere una velocità di 39 nodi, faceva parte della 9^ Squadriglia Cacciatorpediniere con i ...

Un "galeone" nelle acque di Giulianova (TE), e la solita storia della caccia al tesoro (con forziere e dobloni)

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Sembra confermata la notizia, trapelata da poche ore, del rinvenimento di un relitto nelle acque di Giulianova (TE) , lungo il litorale adriatico abruzzese. La scoperta sarebbe da attribuirsi a Walter Squeo, segretario regionale di Federpesca Abruzzo e capo del consorzio di gestione delle vongolare, che avrebbe dichiarato, rientrando da un'uscita di raccolta di molluschi: “ All’interno di uno dei cestini ho trovato una strana bottiglia contenente ancora del liquido, apparentemente vino. Inoltre in quel punto l’acqua era così limpida che si riusciva a vedere il fondale, nonostante il moto ondoso dei giorni precedenti. Io ho avuto l’impressione che ci fosse uno scafo adagiato su un fianco con un grosso albero al centro ”. Si tratterebbe di un galeone , secondo quanto riferito (ma chi si occupa di archeologia subacquea sa bene quanta confusione esista quando ci si riferisce a una qualsiasi imbarcazione a vela): " su questi fondali, a meno di 2 miglia dalla costa, ad una profon...

Sicilia, dispositivi high tech per visite interattive ai siti archeologici sommersi

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Non smette di stupire, la Soprintendenza del Mare : è stato appena presentato a Palermo un nuovo sistema di fruizione in immersione dei siti archeologici subacquei, basato su dispositivi portatili high-tech, in grado di fornire informazioni dettagliate su siti, relitti e reperti delle acque siciliane. Un po' come per i musei sulla terraferma, dove sono ormai sempre più diffuse le etichette interattive basate sui QR codes decodificabili dagli smartphone. Con un sistema simile, i subacquei potranno puntare i loro apparecchi su apposite targhette , assicurate con piccole boe a relitti, anfore e ceppi d'ancora; in un attimo, sul display scafandrato del dispositivo compariranno tutte le informazioni richieste, in italiano o in inglese, per un'esperienza finora impensabile.  L’innovativo sistema sarà in funzione nei sette itinerari culturali subacquei realizzati nell’ambito del Programma Operativo Interregionale Attrattori culturali, naturali e turismo (POIn) con il prog...

Ricerche in Oman sul relitto dell'Esmeralda di Vasco da Gama

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Sul fondo di una baia incontaminata nell'isola di Al Hallaniyat, a 45 km dalle coste meridionali dell'Oman, un gruppo di ricercatori sta documentando da tempo i resti di un antico naufragio.  Secondo le fonti ufficiali, potrebbe trattarsi dell' Esmeralda , una delle più antiche navi della Carreira da India , appartenuta alla flotta di Vasco da Gama e capitanata da suo zio, Vicente Sodré, affondata nel 1503 durante un fortunale.   Monete, ceramiche e armi rinvenute semicelate da alcune grandi concrezioni sul fondale, sembrano in effetti suggerire che la nave affondata al largo della Penisola Arabica fosse una nao  di grandi dimensioni, armata pesantemente, affondata nei primissimi anni del XVI secolo: il che, grazie anche alla ricchissima documentazione proveniente dagli archivi portoghesi, rimanda all' Esmeralda o alla São Pedro , naufragate in circostanze simili, durante la stessa spedizione (più verosimilmente la prima, che viaggiava in un convoglio separa...

A Udine il V Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea

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A vent'anni dal primo Convegno Nazionale (Anzio 1996) e a sei dall'ultimo ( Genova 2010 ), parte da Udine una nuova chiamata a raccolta per gli archeologi subacquei italiani. Attraverso tavoli di lavoro tematici, e riservando il maggior spazio possibile alla discussione e alle proposte, gli organizzatori (Università di Udine - Soprintendenza Archeologia del Friuli-Venezia Giulia) auspicano di poter gettare le basi per una rifondazione della disciplina.  Un modo di ripartire in un momento in cui le tante problematiche accumulatesi nel corso degli anni, e la scarsa attenzione rivolta al settore dal mondo politico, pur in una fase di ristrutturazione generale del comparto dei Beni Culturali , sembrano aver fatto perdere all'archeosub italiana la vitalità, la ricchezza di idee e progetti e la spinta del passato.  Riportiamo di seguito la Call ufficiale del Convegno, con scadenza 15 marzo. V Convegno Nazionale Di Archeologia Subacquea_Call_01