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Visualizzazione dei post da giugno, 2008

Ritrovato un rostro romano della battaglia delle Egadi

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Il 10 marzo del 241 a.C. la flotta cartaginese e quella romana si affrontarono in una grande battaglia navale nelle acque delle Isole Egadi. Lo scontro, che vide una schiacciante vittoria romana fu decisivo, e pochi giorni dopo i Cartaginesi inviarono ambasciatori a Roma a chiedere la tregua, decretando di fatto la fine della prima guerra punica. Il 26 giugno del 2008, gli archeologi della sempre più efficiente Soprintendenza del Mare siciliana in collaborazione con la RPM Nautical Foundation hanno riportato alla luce un importante pezzo di quella battaglia: si tratta di un rostro romano, il quinto al mondo e il secondo in Sicilia. Ecco la notizia, proveniente dalla sezione news del sito ufficiale della Sopintendenza che trovate alla pagina http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/archeologiasottomarina/news.htm . LA SOPRINTENDENZA DEL MARE E LA RPM NAUTICAL FOUNDATION RIPORTANO ALLA LUCE DOPO 2249 ANNI IL ROSTRO DI UNA NAVE ROMANA AFFONDATA NELLA PRIMA GUERRA PUNICA DEL 10 MARZO 2...

Una Master school in Maritime Archaeology all'Università di Bournemouth

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L'Università di Bournemouth (a circa 150 km da Londra, sul Canale della Manica) organizza per il prossimo anno, a partire da ottobre, un'interessante Master School in Maritime Archaeology. Riporto per coloro ai quali può interessare la cosa, la comunicazione comparsa sul sito dell'Università . ( http://courses.bournemouth.ac.uk/Course.aspx? course=508&page=course_information&sub_page=course_overview ) Nella foto a lato si vede il bellissimo campus della University of Bournemouth in cui si svolgerà il corso. This course focuses on the principles and practice of maritime archaeology of all periods up to the 20th century within the broader international context. With climate change creating long term alterations in the marine environment, this will be the first taught course internationally to include units that address this issue. Maritime archaeology has been an active research theme within the School since the autumn of 2001. Since the formation of what is now the M...

Un progetto per recuperare il sarcofago di Micerino in Spagna

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La notizia è recentissima: gli Egiziani starebbero preparando una spedizione per recuperare il sarcofago del faraone Micerino (al quale era dedicata la terza delle piramidi di Giza) dalle acque di Cartagena, in Spagna. Il sarcofago del faraone, infatti, sarebbe stato inghiottito dalle acque spagnole insieme alla goletta (la Beatrice) che lo stava trasportando al British Museum, nel 1838. Nella stiva della nave viaggiavano anche altri reperti provenienti dalla piramide di Micerino, ma, secondo quanto dichiarato, nessun tesoro di grande valore. L'archeologo Ivan Neguerela, però, ha riferito ai cronisti del quotidiano spagnolo La Verdad che in realtà i veri tesori potrebbero celarsi proprio nelle oltre duecento casse che a quanto pare accompagnavano il sarcofago. Lo scorso 4 giugno il segretario del Consiglio Nazionale per le Antichità Egiziane, il volto notissimo della tv Zahi Hawass, avrebbe dichiarato a dei giornalisti spagnoli di aver preso contatti con il team di National Geograp...

Una nuova scoperta nel mare delle Eolie

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La Soprintendenza del Mare, istituita nel 2004 e estemamente attiva nel campo della ricerca, della tutela e della valorizzazione dell'enorme patrimonio archeologico sommerso nelle acque della Sicilia, ha recentemente annunciato sul suo sito ( http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/archeologiasottomarina/index.htm ) una nuova importante scoperta. Ecco la notizia: Scoperto a Lipari un grande edificio romano sommerso (da: http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/archeologiasottomarina/news.htm ) Giugno 2008 Un’importante scoperta archeologica è stata portata a termine dagli archeologi della Soprintendenza del Mare, supportati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, durante una delle numerose attività congiunte di monitoraggio e tutela del patrimonio sommerso.Sulla base delle ricerche passate si pensava che il porto della Lipari antica si trovava presso le due insenature che si trovano ai bordi del Castello, e precisamente a Marina Lunga (detta anche Sottomona...

La tecnica della trilaterazione in archeologia subacquea

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Le tecniche dell'archeologia subacquea in linea di massima non si differenziano molto da quelle dell'archeologia di terra; si può affermare, anzi, che in linea di principio, uno scavo sottomarino si conduce nello stesso modo di uno scavo all'asciutto: in acqua si procede con scavi stratigrafici, documentazione accurata, saggi, misurazioni, rilievi etc etc. Naturalmente il contesto di lavoro così radicalmente diverso da quello di un normale scavo su terra pone problemi e limitazioni di diversa entità, che richiedono soluzioni e approcci evidentemente differenti. In questo primo post dedicato alle tecniche che vengono impiegate in un cantiere subacqueo, tratteremo della trilaterazione, un principio semplicissimo attuato quando si ha la necessità di posizionare un punto all'interno dell'area di indagine. Il principio è lo stesso che si adotta nei cantieri all'asciutto. Qui di seguito troverete un articolo dell'amico Paulo Marin, dell'Università delle Hawaii...

Quattro cannoni del XVIII secolo nelle acque del porto di Napoli

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Mi sembra interessante segnalare la notizia, comparsa sul Mattino di Napoli del 6 giugno 2008, del ritrovamento di quattro cannoni in ferro nelle acque del grande bacino portuale partenopeo. Non è il primo rinvenimento di questo genere nell'area, ed effettivamente si è portati a pensare che le acque del porto napoletano nascondano più di un segreto. Ecco la notizia: Quattro cannoni in ferro ad avancarica presumibilmente del 18° secolo sono stati rinvenuti nel porto di Napoli nello specchio di mare antistante il molo 15 dagli operatori subacquei Mario e Francesco Rosiello. L’ingegnere Armando Caròla, esperto nel recupero di reperti storici e artistici dai fondali, esprime però la preoccupazione che non si dia il dovuto rilievo all’evento «per non disturbare il ritmo dei lavori di ampliamento del porto e del traffico marittimo». Tre dei cannoni (a 13 metri di profondità) facevano parte di una nave, una delle tante affondate e che insieme alle centinaia di reperti rinvenuti costituisc...

I resti di Misenum scoperti grazie a Google?

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Chiunque si interessi di archeologia subacquea conosce bene la regione archeologica dei Campi Flegrei, che si estende per alcuni chilometri a Ovest della città di Napoli e che comprende siti di enorme importanza come Cuma, Puteoli, Baia, Miseno. Proprio l'area misenate, compresa nel territorio dell'odierno comune di Bacoli e sede in età romana del più importante bacino portuale militare dell'area tirrenica avrebbe da poco svelato un altro dei suoi affascinanti segreti. E' recentissima infatti la notizia, comparsa sul Mattino di Napoli, di un'eccezionale scoperta realizzata grazie all'analisi delle ormai ben note immagini satellitari di Google Earth: un ingegnere in pensione avrebbe infatti notato dalle foto disponibili in rete un sorprendente reticolato sommerso e sarebbe giunto alla conclusione di aver trovato i resti dell'antica Misenum. Questa, la notizia: Una preesistenza sinora sconosciuta, non catalogata, ma che gli studi della Soprintendenza archeolog...