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Visualizzazione dei post da novembre, 2010

Odyssey annuncia il ritrovamento della 'Marquise de Tourny'

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E' ancora una volta Odyssey Marine Exploration, la potente compagnia americana di ricerche archeologiche sottomarine, più volte al centro di polemiche e feroci accuse per quelle che sono state spesso considerate vere e proprie razzie,  ad annunciare il ritrovamento di un nuovo importante relitto. L'équipe d'oltreoceano avrebbe infatti identificato i resti della Marquise de Tourny , nave corsara da 460 tonnellate, armata con 25 cannoni di ferro lunghi 3,20 mt., impiegata dai francesi per contrastare i traffici commerciali dell'Inghilterra alla metà del XVIII secolo.  La nave, rinvenuta già nel 2008 a 80 metri di profondità nel Canale della Manica, 60 miglia a sud-est di Plymouth, è stata riconosciuta sulla base della campana di bordo da 52 kg, che reca il nome dell'imbarcazione in latino e l'anno del varo, il 1744, oltre ad una serie di motivi decorativi comprendenti un fregio di fiordalisi, un delfino e delle scene di cavalleria. Al di là delle dichiarazioni org...

Tornano sul fondo del mare le anfore del Grand Congloué

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Erano ormai state studiate, schedate e analizzate con cura le centinaia di anfore, provenienti dai relitti del Grand Congloué, che da oltre sessant'anni riempivano i magazzini del DRASSM, il leggendario centro di ricerche archeologiche subacquee della Francia, a Marsiglia. Si è deciso di ricollocarle in acqua, creando due siti artificiali, l'uno, da luglio scorso, nel calanque Debié (Frioul), l'altro, in questi giorni, nel calanque de Niollon ; i siti, a una profondità di 13-15 metri, sono accessibili anche a sub di non grande esperienza, e sono stati creati con la collaborazione dei centri subacquei locali e della Federazione per gli Studi e gli Sport Subacquei (FFESSM). "Il DRASSM aveva a disposizione un grosso numero di anfore" ha spiegato il tecnico Marine Jaouen "derivanti dalle primissime campagne di scavi archeologici condotti tra il 1954 e il 1957 dal comandante Cousteau sui due relitti del Grand Congloué, nell'arcipelago di Riou. La conservazione...

La Cina intensifica gli sforzi per tutelare il patrimonio subacqueo

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Pochi giorni dopo l'annuncio di nuove ricerche nelle acque interne cinesi, Pechino annuncia di voler intensificare gli sforzi per tutelare il proprio patrimonio sommerso: il 22 novembre è stato siglato un accordo tra la SACH (State Administration for Cultural Heritage) e la SOA (State Oceanic Administration) per  cooperare nella tutela di relitti e siti sommersi. Al momento, ha dichiarato  Shan Jixiang ( nella foto ), direttore della SACH,  sono oltre 200 i giacimenti archeologici sottomarini ritrovati in Cina e almeno 70 i relitti, tra i quali quelli di Nanhai 1, Nan'ao 1 e Huaguangjiao 1, in corso di scavo, stanno fornendo dati e informazioni di grande interesse. A detta di Sun Zhihui, a capo della SOA,  l'accordo siglato permetterà di rinforzare gli strumenti legislativi di tutela e consentirà di arginare gli effetti del vero e proprio boom dello sfruttamento degli oceani previsto per il prossimo futuro. 

Archeosub e volontariato alla BMTA di Paestum

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Il volontariato e l'archeologia subacquea sono legati da anni: molti volontari sono stati protagonisti di imprese significative al tempo in cui gli archeologi difficilmente si tuffavano con autorespiratore e bombola, e molti volontari continuano anche al giorno d'oggi a offrire un contributo importante, mettendo a disposizione di professionisti e Soprintendenze passione, tempo e voglia di proteggere il bene comune.  E' un rapporto, quello tra volontariato e archeologia subacquea, che se istradato correttamente e gestito nel rispetto dei ruoli, delle competenze e dell'impegno di tutti,  può continuare a offrire i suoi frutti, soprattutto nella promozione, tutela e valorizzazione di tanti siti 'minori' o dimenticati. A Paestum, sabato 20 novembre, in occasione della XIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, appuntamento autunnale ormai fisso e di rilievo, i Gruppi Archeologici d'Italia dedicano una giornata alla discussione dei nuovi progetti e delle n...

Un museo di archeologia subacquea in una nave a Budapest

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Sarà allestito in tempi rapidi, grazie all'impegno di un'associazione no-profit (la Octopus) e allo stanziamento di fondi europei, un interessante museo di archeologia subacquea ospitato in una nave. L'imbarcazione, chiamata Debrecen e ancorata lungo il Danubio, nel cuore di Budapest, ospiterà reperti archeologici di provenienza subacquea da tutto il territorio ungherese, e punterà al rientro di numerosi oggetti attualmente ospitati in musei stranieri.  L'Ungheria, lontanissima dal mare ma ricca di laghi e fiumi navigabili, primo fra tutti il Danubio, dall'inizio degli anni Ottanta, con i primi sub, ha restituito molte scoperte subacquee, tra cui i resti della fortezza romana sommersa di Bolcske.  Il progetto dovrebbe essere portato a termine entro il prossimo anno, e il museo aprirà i battenti esponendo i materiali rinvenuti durante i quasi vent'anni di attività della Octopus.

Archeologia subacquea nelle acque interne della Cina

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Il mese prossimo inizierà nel lago di Poyang (nella foto), nella provincia cinese di Jiangxi, il primo progetto di archeologia subacquea in acque interne mai condotto in Cina. Il direttore dell'Istituto di Archeologia della provincia di Jiangxi, Fan Changsheng, ha dichiarato di voler iniziare l'identificazione e lo studio di siti e relitti che certamente si nascondono nel più grande lago del paese, concentrando le ricerche in un settore denominato Laoyemiao, all'imboccatura di un canale che metteva in comunicazione il lago con lo Yangtze, il Fiume Azzurro, il più lungo corso d'acqua del continente (alle spalle di Rio delle Amazzoni e Nilo nella classifica dei fiumi più lunghi del mondo), da secoli importantissima via d'acqua dell'Estremo Oriente. Fan Changsheng è certo che più di un carico di porcellana, partito dall'area di Jingdezhen, possa essersi perduto nel passaggio, prima di raggiungere il mare.  

Il MARQ vuole aggiornare la Carta Archeologica Sottomarina dell'area di Alicante

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L'avveniristico Museo Archeologico di Alicante (MARQ), in Spagna, premiato nel 2004 come miglior museo d'Europa, si mostra attivo anche nel campo della ricerca archeologica subacquea: il suo direttore Rafael Azuar, già a capo del Museo Nazionale di Archeologia Subacquea di Cartagena (ARQVA), ha infatti annunciato di voler aggiornare la carta archeologica sottomarina del litorale alicantino, per poter censire e di conseguenza tutelare meglio il ricco patrimonio superstite: se infatti i fondali compresi fra Alicante e Denia sono relativamente ben conosciuti, e hanno restituito già numerosi relitti, meno note sono le acque a sud del capoluogo, in direzione di Murcia e Cartagena. Azuar è certo che il litorale alicantino possa riservare ancora molte sorprese, e che molti relitti di tutte le epoche siano ancora da scoprire; solo una ricerca con strumentazioni tecnologiche avanzate, in grado di coprire larghi tratti di mare, può consentire di rendere efficiente uno strumento di tutela...

Al via le prove per la Scuola di Specializzazione in Archeologia Subacquea di Oristano

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L'avevamo annunciato lo scorso luglio , ora possiamo finalmente segnalare con piacere l'inizio ufficiale delle attività della Scuola di Specializzazione in Archeologia Subacquea e dei Paesaggi Costieri presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari, in collaborazione con il Consorzio UNO, Promozione Studi Universitari Oristano.  La Scuola di Specializzazione è di durata biennale e parte con l’Anno Accademico 2010/2011 nella sede decentrata di Oristano, proponendosi di formare specialisti con uno specifico profilo professionale nel settore della tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale inerente l’archeologia subacquea e l’archeologia dei paesaggi costieri.  L'ammissione alla Scuola è riservata ai 20 vincitori del concorso, articolato in esami e valutazione dei titoli. Per facilitare la partecipazione alle prove di esame, queste si terranno sia ad Oristano (2 e 3 dicembre), sia a Viterbo, presso la facoltà di Conservazione ...

Identificato il relitto del Fougueux a Trafalgar

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Il CAS, Centro de Arqueologia Subacuatica de Andalucia, ha diramato la notizia pochi giorni fa: il relitto carico di cannoni ritrovato dieci anni fa nella Baia di Cadice e oggetto di lunghi studi da parte degli archeologi subacquei andalusi può con tutta probabilità essere identificato con il Fougueux , vascello francese di quasi 3000 tonnellate e 55 metri di lunghezza, colato a picco, con cinquecento uomini a bordo, durante l'epica battaglia di Trafalgar (1805). L'imbarcazione, individuata nel 1999 a 9 metri di profondità, a poca distanza dalla Playa de Camposoto (San Fernando - Cadiz),  è stata investigata, anche con sondaggi archeologici, dal personale del CAS: sono state identificate la chiglia, la poppa e la prua, 31 cannoni (dei 74 totali del vascello), due dei quali sono stati restaurati in laboratorio, mostrando di essere di chiara fabbrica francese, e una gran quantità di reperti minori, tra cui numerose monete con l'effigie di Luigi XVI; il relitto appariva perci...