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Marchi dipinti sui legni della stiva del relitto di Formigues

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La nuova campagna di scavi archeologi subacquei sul relitto Formigues II , affondato nel I secolo a.C. dinanzi alle Illes Formigues, una manciata di scogli lungo la costa catalana settentrionale, ha offerto importanti novità: come annunciato dal Museo di Archeologia della Catalogna, che attraverso il CASC (Centre de Arqueologia Subacuatica de Catalunya) guida le operazioni, la rimozione del carico di anfore nella parte poppiera della nave ha permesso di individuare interessanti iscrizioni dipinte direttamente sui legni della stiva.  I  tituli picti , straordinariamente conservati grazie all' eccezionale stato in cui si sono mantenuti i legni ,   protetti dalle anfore per venti secoli, potrebbero rivelare dettagli importanti sulle sequenze costruttive o sulle operazioni di manutenzione programmata che certamente avevano luogo anche nelle navi antiche. La campagna ha permesso anche di documentare la grande pompa di sentina ,  e di recuperare dal sito, a 45 metri di pro...

Monete d'oro antiche a portata di snorkel: una nuova scoperta dalla Spagna

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Cinquantatrè monete d'oro del tempo degli imperatori Valentiniano, Teodosio, Onorio e Arcadio giacevano da quindici secoli ad appena 7 metri di profondità nella baia del Portixol a Xabia, una località turistica a nord di Alicante , in Spagna. Lo scorso 23 agosto sono state individuate da due apneisti in vacanza, Luis Lens e César Gimeno, che hanno prontamente denunciato il rinvenimento alle autorità, consentendo ai tecnici dell'Università di Alicante, già da tempo impegnata in ricerche di archeologia subacquea nella zona, di localizzare il sito e di procedere al recupero e alla necessaria documentazione.  La scoperta è particolarmente interessante : l'individuazione, tra le monete, di chiodi e resti di piombo lascia ipotizzare la presenza di un piccolo cofanetto. Il tesoretto, databile numismaticamente alla fine del IV-inizio del V secolo d.C. era verosimilmente stato occultato lungo la costa, di fronte ai pericoli delle invasioni barbariche, e in particolare degli Alani,...

Infiltrazioni d'acqua marina, l'ARQVA di Cartagena chiude per sei mesi

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Chiude per sei mesi l' ARQVA , lo straordinario Museo Nazionale Spagnolo di Archeologia Subacquea inaugurato nel 2008 sul fronte del porto di Cartagena e vero e proprio simbolo di una fase di grande sviluppo per l'archeosub nella Penisola Iberica. La motivazione del provvedimento di chiusura è legata a urgenti e necessari lavori di ristrutturazione, ma la storia ha davvero dell'incredibile: il Museo ARQVA, pluripremiato capolavoro di architettura contemporanea e suggestivo luogo di conservazione e di esposizione per migliaia di reperti archeologici recuperati nelle acque spagnole (compreso il famoso "tesoro" della fregata Mercedes , strappato dalla Spagna alla compagnia privata che se ne era appropriata dopo una lunga battaglia legale internazionale), è interessato da una consistente quanto preoccupante serie di infiltrazioni di acqua marina. Colpa del progetto stesso di costruzione, secondo quanto riporta El País , e delle modalità di realizzazione per...

Spagna, preoccupazione per il relitto di Mazarrón

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Il relitto di età fenicia di Mazarrón 2 C'è apprensione in Spagna per le condizioni del relitto di Mazarrón 2 , dopo le violente mareggiate legate alla burrasca Gloria, che ha sferzato le coste mediterranee della Penisola Iberica con ondate di oltre 14 metri, le più alte mai registrate nella zona dalle boe meteo. L'imbarcazione, datata al VII secolo a.C. , eccezionale testimonianza della costruzione navale antica, nella Penisola Iberica, in epoca fenicia , è stata oggetto di importanti lavori di studio e di conservazione in situ, ed è tuttora sommersa a pochi metri di profondità, protetta da un sistema metallico, nelle acque antistanti la Playa de la Isla di Mazarrón, vivace località balneare a sud di Cartagena. Operazioni archeologiche sul relitto Gli archeologi coinvolti nei controlli periodici del relitto avevano già da tempo segnalato la pericolosità della condizione in cui era stato lasciato il Mazarrón 2 , suggerendone il recupero, scontrandosi però con n...

Cadice, c'è tempo fino al 31 gennaio per iscriversi al Master in Archeologia Nautica e Subacquea

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Si concluderà il prossimo 31 gennaio la fase di pre-iscrizione riservata a stranieri per il Master in Archeologia Nautica e Subacquea dell'Università di Cadice , in Spagna.  Articolato su un percorso comune e su linee specifiche dedicate alle fonti documentarie, all' archeologia subacquea del mondo antico e a quella del periodo medievale e moderno, il Master, di durata annuale, offre anche la possibilità di svolgere una parte formativa pratica a bordo dell'UCadiz, la nave dedicata alle ricerche in mare dell'Università di Cadice, oltre che in istituzioni e centri di ricerca associati al programma. Tutte le informazioni su organizzazione dei corsi, frequenza, percorsi formativi e sbocchi occupazionali sono disponibili sulla  pagina ufficiale . 

Minorca, scavi subacquei in corso a Cales Coves

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Lavori in corso nella stretta baia di Cales Coves, lungo la costa meridionale dell'isola di Minorca . Il Thetis, la storica nave per ricerche archeologiche del CASC -Centre d'Arqueologia Subacuatica de Catalunya ha terminato per quest'anno i lavori nello straordinario sito del relitto romano del Bou Ferrer, e si è spostata verso la più settentrionale delle Baleari, nell'ambito di un accordo con le autorità baleariche.  Cales Coves è un eccellente riparo naturale per le imbarcazioni : oggi come ieri le barche in difficoltà trovano rifugio nella cala quando il meteo non consente di proseguire la navigazione con sicurezza. Le ancore moderne, però, finiscono per danneggiare il fondo della rada, dove si conserva un ricco congiunto di testimonianze archeologiche di ogni epoca. Sarà compito degli archeologi subacquei del CASC, e dei volontari che come ogni anno trovano ospitalità a bordo del Thetis, immergersi nell'insenatura e documentare quanto si conserva sui f...

Anfore in vendita sul web, 8 sequestri a Girona, in Spagna

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Erano in vendita a un prezzo di 500 euro le otto anfore , peraltro frammentarie, finite sotto sequestro  da parte della Guardia Civil spagnola nell'ambito dell' Operación Béticas . Gli agenti si sono accorti delle inserzioni da parte di privati residenti nell'area di Girona, nel Nord della Catalogna, e in breve tempo sono riusciti a recuperare i reperti prima che finissero nelle mani di qualche incauto acquirente.  Agli archeologi del CASC, il Centro di Archeologia Subacquea della Catalogna , con sede proprio nella cittadina di Girona, il compito di custodire le anfore e recuperare il maggior numero di informazioni sul luogo di provenienza , che verosimilmente potrebbe consentire l'identificazione di un relitto finora non noto. 

Un convegno a Mazarrón sulla gestione del patrimonio archeologico sommerso

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Studiosi di archeologia subacquea si confronteranno, fino al 4 marzo, sul tema della gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo . Questo il tema dei VII Encuentros Internacionales del Mediterraneo , in programma da venerdì 1 marzo a domenica 4 presso la Universidad Popular de Mazarrón, in Spagna, e organizzati in collaborazione con l'Universidad de Murcia, il Campus Mare Nostrum e la Universidad Internacional del Mar. Riportiamo di seguito il programma degli interventi : per l’Italia, segnaliamo la presenza di contributi sulle navi di Pisa , sulle imbarcazioni del delta del Po, sulle ville marittime di Lazio e Campania e su Baia sommersa . A questo link , tutte le informazioni sull'evento. E possibile scaricare anche la locandina e il pieghevole . VII ENCUENTROS INTERNACIONALES DEL MEDITERRÁNEO   " La recuperación del patrimonio arqueológico sumergido: problemas y propuestas  "   2, 3 y 4 de Marzo de 2018 PROGRAMA DEFINITIVO ...

Addio a Casado Soto, studioso dell'Invencible Armada

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E' mancato improvvisamente a causa di un incidente stradale, all'età di 69 anni, José Luis Casado Soto, storico navale,  già direttore del  Museo Marittimo del Cantabrico , nella Baia di Santander. Attento ricercatore, Casado Soto ha studiato e documentato per decenni l'importante patrimonio storico-marittimo dell'area cantabrica, sottolineando il ruolo degli arsenali di Santander nella costruzione delle grandi flotte della Spagna moderna, prima fra tutte quell' Invincible Armada che avrebbe dovuto piegare l'Inghilterra, e che invece ritornò, decimata e stremata, dopo un tremendo periplo delle isole britanniche.  La sua ricca produzione scientifica (a questo link una lista delle sue opere più significative), fra cui spicca il saggio  Los barcos españoles del siglo XVI y la Gran Armada de 1588 (Madrid, 1988) aveva abbracciato temi storici di ampio respiro, fornendo un notevole contributo allo stato delle conoscenze sulla facciata settentrionale della P...

Ritrovata la Ragazzona, la nave più grande dell'Invencible Armada di Filippo II

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Di fronte al disastro dell'Invincibile Armata, la poderosa flotta spagnola inviata nel 1588 a contrastare la crescita della potenza britannica, si dice che il re Filippo II reagì esclamando " Ho inviato le mie navi a lottare contro uomini, non contro tempeste. Ringrazio Dio per avermi lasciato risorse sufficienti a far fronte a questa perdita ".  Nel suo lungo periplo intorno alla Gran Bretagna e all'Irlanda, effettivamente, l'Armada era stata progressivamente ridotta ai minimi termini da una lunga serie di tempeste, incidenti ed eventi sfavorevoli, oltre che dall'azione logorante della flotta di Elisabetta, e le poche navi che rientrarono in Spagna portarono la testimonianza di una cocente battuta d'arresto alle mire del re cattolico. Un gruppo di ricercatori riporta oggi in luce un nuovo tassello di questa storia lontana cinque secoli: nelle acque di Ferrol, in Galizia, gli archeologi dell'impresa Argos, con il supporto dell'Armada di og...

I Congresso di Archeologia Nautica e Subacquea di Spagna

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Inizia il prossimo 14 marzo, a Cartagena, presso il sempre più all'avanguardia museo ARQVA, ormai centro pulsante dell'archeosub iberica, il I Congresso di Archeologia Nautica e Subacquea di Spagna. L'iniziativa, naturale evoluzione del Fin de Semana tenutosi a dicembre 2011 , è un momento importante di ricerca e condivisione: tutti gli studiosi, archeologi, ricercatori, esperti, che stanno svolgendo lavori legati al patrimonio della Penisola Iberica, sono chiamati a raccolta all'ARQVA per discutere, confrontarsi, aggiornare i colleghi; un convegno con cadenza annuale, in modo da rendere tutti sempre consapevoli di quanto si sta facendo e si ha intenzione di fare, e in modo da generare contatti, relazioni, unioni professionali. Quello dell'ARQVA è un esempio che andrebbe considerato con grande serietà anche in Italia: molti sono stati i convegni, negli ultimi anni, nel nostro Paese; spesso, però, legati alla presentazione di un singolo gruppo di lavoro, o di un ...

Emuli di Odyssey: l'Armada allontana cacciatori di tesori dal Mare di Alborán

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I tesori sommersi nei mari di tutto il mondo non cessano di attirare l'attenzione di razziatori e predoni degli abissi, nonostante la conclusione della vicenda - Odyssey (ne abbiamo parlato qui  e qui ), con la definitiva consegna dell'oro della Mercedes al Museo Nazionale di Archeologia Subacquea ARQVA di Cartagena, e la lunga lista di Paesi che hanno ormai ratificato la Convenzione UNESCO per la protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo , impegnandosi a proteggere siti e relitti sommersi. E' notizia di oggi l'allontanamento, da parte di un'unità militare dell'Armada, la Marina Militare spagnola,  di un'imbarcazione sospetta, impegnata in ricerche nel Mare di Alborán, allo sbocco dello Stretto di Gibilterra, tra le coste iberiche e quelle marocchine.  I militari della corvetta Infanta Cristina, un moderno pattugliatore armato da 1600 tonnellate, hanno tenuto d'occhio a lungo l'attività della nave da ricerca, un'imbarcazione civile b...

Due C-130 volano a recuperare il tesoro della Mercedes

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Poche settimane fa raccontavamo su queste pagine il lieto fine della vicenda Odyssey: dopo un contenzioso  lungo cinque anni, infatti, la Spagna aveva vinto finalmente la battaglia per il recupero del tesoro della Mercedes, 594.000 monete d'oro e argento sottratte indebitamente (come hanno ufficialmente dichiarato i giudici il 17 febbraio scorso) dalle stive di un veliero spagnolo -affondato in prossimità dello Stretto di Gibilterra- dai cacciatori di tesori di Odyssey Marine Exploration. Fra poche ore, nella mattinata di venerdì, il tesoro arriverà in Spagna: dopo le ultime schermaglie e pesanti dichiarazioni, infatti, stamane due Lockheed C-130 Hercules dell'Ejército del Aire, l'aviazione militare spagnola, hanno preso il volo dalla base aerea di Saragozza con destinazione Florida, cinque anni dopo il volo notturno del Boeing 757 noleggiato da Odyssey che aveva in tutta fretta portato le monete negli Stati Uniti.   Tutto è ormai pronto per l'arrivo del prezioso ...

Il lieto fine del caso Odyssey: la Spagna otterrà la restituzione del tesoro della Mercedes

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Quasi cinque anni fa 594.000 monete d'oro e argento, recuperate dalla compagnia americana Odyssey Marine Exploration fra i resti di un relitto posatosi sui fondali allo sbocco dello Stretto di Gibilterra, prendevano il largo e venivano rapidamente trasportate negli Stati Uniti.  La perdita del gigantesco tesoro, che, come si vide, faceva parte del carico di una fregata spagnola, la  Nuestra Señora de las Mercedes , affondata nel 1804 in seguito ad un attacco da parte della flotta britannica, ebbe subito larga risonanza mediatica, e ben presto il Governo di Spagna intraprese una dura battaglia legale per ottenere la restituzione di quello che, a rigor di legge, faceva parte del proprio patrimonio, essendo caricato a bordo di una nave da guerra battente bandiera spagnola.  Ora, dopo una lunga trafila di successi e delusioni, scontri e ricomposizioni, il giudice del Tribunale d'Appello di Atlanta ha dato ragione alla Spagna, obbligando di fatto l'impresa americana alla ...

Scoperto un insediamento romano alla foce del fiume Carreras, in Andalusia

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Nelle acque del fiume Carreras, in Andalusia, si conserva un insediamento romano: è la scoperta di un gruppo di ricercatori dell'Università di Huelva e dell'impresa Anfora Arqueologia, impegnati in una serie di indagini preventive, richieste a causa dei dragaggi necessari per l'ampliamento del porto di Isla Cristina, fondazione moderna (nacque il 1 novembre 1755) stretta tra l'Atlantico e l'estuario del Carreras, a 10 km dal corso del fiume Guadiana, che segna attualmente il confine tra Spagna e Portogallo. A 8 metri di profondità, per una superficie di cinque ettari sul letto del fiume, sono state trovate numerose anfore insieme a reperti marmorei, resti di colonne e materiali costruttivi, ossa umane; nel complesso i reperti rinvenuti attesterebbero la presenza di un insediamento per il periodo compreso tra il I e il XV secolo d.C. , secondo quanto dichiarato da Diego Gonzalez (Anfora Arqueologia) che ha messo in relazione le evidenze subacquee con quelle note ...

Anche un cesto di sparto nel relitto di Binissafùller, a Minorca

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C'è anche un cesto cilindrico di sparto, del diametro di circa 40 cm, tra i reperti provenienti dal relitto di Binissafùller, a Minorca, oggetto di una campagna archeologica tra il 13 ed il 28 settembre.  I lavori, diretti da Octavi Pons e Xavier Aguelo, grazie ai fondi messi a disposizione dal  Plan Nacional para la Protección del Patrimonio Cultural Subacuático del Ministerio de Cultura,  sono stati concentrati in un sito, già investigato nel corso degli anni Settanta, in cui era ben nota la presenza di un relitto fenicio-punico. Negli ultimi anni la ripresa delle ricerche aveva permesso di migliorare la conoscenza dell'area, la splendida Cala di Binissafùller, nel territorio di Sant Lluìs, e di evidenziare la presenza di materiali pertinenti a più di un naufragio, di epoche differenti. Grazie alle indagini del 2011, è stato possibile recuperare una serie di anfore vinarie e alcune ceramiche di produzione ebusitana, oltre al già menzionato cesto di sparto, prontament...

Un acquario per la nave fenicia di Mazarron

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La nave di  Mazarrón II, uno straordinario relitto di imbarcazione fenicia scoperto nel 1994 e scavato tra il 1999 e il 2001, a poca distanza dalla città di Cartagena, in Spagna, sarà presto recuperata ed esposta in un museo costruito per l'occasione, all'interno di una grande vasca che ne permetterà la conservazione.   Il relitto, lungo poco più di 8 metri e in perfetto stato di conservazione, si trova al momento protetto da un sarcofago metallico, nel  luogo di rinvenimento, Playa de la Isla, laddove si conservavano anche i resti del  Mazarrón I, e attende di essere recuperato e musealizzato (per il momento esiste solo una replica fedele nel Museo ARQVA di Cartagena e un secondo modello al Centro de Interpretacion del Barco Fenicio di  Mazarrón ) . Si tratta di un'imbarcazione mercantile databile al VII secolo a.C., affondata con il suo carico di oltre 2 tonnellate di ossido di piombo, proveniente dalle vicine miniere, e con alcuni elementi minori di grande i...

Nuovi progetti per l'ARQVA

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Inizia col piede giusto l'avventura di Xavier Nieto all'ARQVA, il Museo Nazionale Spagnolo di Archeologia Subacquea, inaugurato poco più di due anni fa sul lungomare di Cartagena. Dopo una prima serie di incontri con le autorità cittadine, regionali e nazionali ( nella foto, l'incontro con il Delegato del Governo Rafael Gonzalez Tovar ), l'archeologo, già a capo del CASC, il Centro di Archeologia Subacquea di Catalunya,  direttore del Master in Archeologia Nautica dell'Università di Barcellona, professore di Archeologia Nautica nel medesimo Ateneo e da poco più di un mese direttore del più importante centro spagnolo di Archeologia Subacquea, ha annunciato che sarà presto costituito, nel poligono industriale di Cabezo Beaza, un Centro Tecnologico di Archeologia Navale, che punterà allo sviluppo di nuove tecniche per le ricerche subacquee e per la conservazione dei manufatti.   Inizierà poi da subito una serie di campagne atte a costituire la Carta Archeologica della...

Accordo tra Armada e archeologi subacquei per la difesa del patrimonio in Andalusia

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Il Ministero della Difesa spagnolo scende in campo attraverso la Marina ( l'Armada ) per fornire  appoggio logistico, navi, subacquei, materiali dei propri archivi e tutto quanto sarà necessario agli archeologi andalusi, allo scopo di tutelare il ricco patrimonio archeologico sottomarino della Spagna meridionale. E' la conseguenza di un accordo siglato a Cartagena (sede del Museo Nazionale di Archeologia Subacquea - ARQUA ) il 9 luglio 2009 tra Ministero della Difesa, Ministero della Cultura e Centro di Archeologia Subacquea della Junta de Andalucia. Durante il prossimo mese, i dragamine militari di nuova concezione  Turia  (nella foto) e Sella , la lancia dell'Istituto Idrografico Escandallo e i sommozzatori dell' Armada saranno a disposizione degli archeologi andalusi per poter lavorare alla realizzazione di una Carta Archeologica del Patrimonio sommerso tra la foce del Guadalquivir e Tarifa. Si spera così di poter essere finalmente in grado di proteggere con magg...