Si presenta il Museo delle Navi di Pisa
Quando nel 1998, durante i lavori per lo scalo ferroviario di San Rossore, a Pisa, emersero dal fango dello scavo i primi legni, nessuno poteva avere idea di quello che di lì a poco sarebbe tornato alla luce. In poco tempo, però, le pale meccaniche prima e la mano degli archeologi poi permisero di comprendere l'entità della scoperta: sotto lo scalo delle FS, infatti, era celato da secoli uno dei più grandi congiunti di relitti interriti al mondo , paragonabile, per dimensioni e ricchezza di reperti, forse solo a quello del porto teodosiano di Yenikapi a Istanbul. In un cantiere che sarebbe cresciuto fino ad occupare un'area di 10650 metri quadrati, i fanghi della piana pisana avevano custodito trenta antiche navi, databili tra il III secolo a.C. e il VII d.C., insieme ad un'incredibile quantità di reperti collegati agli antichi legni: cime e cordami, àncore, ceste di vimini, ceramica di ogni tipo, anfore, dolia, ossa, gioielli, le suole di tre calzature, monete, mest...