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Marchi dipinti sui legni della stiva del relitto di Formigues

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La nuova campagna di scavi archeologi subacquei sul relitto Formigues II , affondato nel I secolo a.C. dinanzi alle Illes Formigues, una manciata di scogli lungo la costa catalana settentrionale, ha offerto importanti novità: come annunciato dal Museo di Archeologia della Catalogna, che attraverso il CASC (Centre de Arqueologia Subacuatica de Catalunya) guida le operazioni, la rimozione del carico di anfore nella parte poppiera della nave ha permesso di individuare interessanti iscrizioni dipinte direttamente sui legni della stiva.  I  tituli picti , straordinariamente conservati grazie all' eccezionale stato in cui si sono mantenuti i legni ,   protetti dalle anfore per venti secoli, potrebbero rivelare dettagli importanti sulle sequenze costruttive o sulle operazioni di manutenzione programmata che certamente avevano luogo anche nelle navi antiche. La campagna ha permesso anche di documentare la grande pompa di sentina ,  e di recuperare dal sito, a 45 metri di pro...

Grado, si sblocca il Museo Nazionale di Archeologia Subacquea dell'Alto Adriatico

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Da quasi trent'anni, Grado attende il completamento del Museo Nazionale di Archeologia Subacquea dell'Alto Adriatico , istituito per offrire una sede allo straordinario relitto della Iulia Felix , scoperto nel 1992, e ai numerosi reperti rinvenuti nelle acque della zona.  Inaugurato e richiuso a più riprese, parzialmente aperto per mostre temporanee ma mai di fatto operativo a tutti gli effetti, oggetto di uno spinoso contenzioso tra Comune e Ministero della Cultura, il Museo sembra finalmente pronto ad aprire i battenti in via definitiva , grazie all'accordo raggiunto con la Direzione Generale Musei del MiC e la Direzione Regionale del Musei del Friuli Venezia Giulia, alle quali l'amministrazione comunale ha espresso sinceri ringraziamenti. Per la cattedrale nel deserto , sul lungomare di Grado, come fu definito il Museo anche in anni recenti dalla stampa, si apre adesso una stagione nuova. Friulani e turisti potranno finalmente ammirare i resti della nave che nel III ...

Un nuovo relitto dalle acque della Liguria. Potrebbe essere il Santo Spirito

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Potrebbe essere il  Santo Spirito e Santa Maria di Loreto , gigantesco mercantile a vela cinquecentesco da 1800 tonnellate di stazza, il relitto localizzato recentemente a oltre 50 metri di profondità nelle acque di Camogli dai subacquei del club Rasta Divers di Santa Margherita Ligure e ora oggetto di indagini da parte della Soprintendenza.    La nave, che affondò il  29 ottobre del 1579  con un carico di lana, tessuti e stoffe preziose, insieme a oltre 13 tonnellate di  cannoni in bronzo destinati alle difese costiere di Napoli , è stata oggetto di ripetute ricerche sin dagli anni Settanta ( qui una documentata sintesi  da parte dell'esperto di artiglierie navali  Renato Gianni Ridella ). Se gli studi sui legni e le analisi sui materiali confermeranno l'identificazione, si tratterà di una scoperta di eccezionale importanza, anche per l'assoluta rarità dei relitti cinquecenteschi nelle acque del Mediterraneo. La Soprintendenza ligure, che dispone...

Agropoli, in spiaggia i resti del relitto di Punta del Fortino?

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Elementi di carpenteria navale, tra cui forse parte di un madiere, a quanto pare appartenenti al relitto quattrocentesco di Punta del Fortino , sono stati segnalati in queste ore sull'arenile del Lido Azzurro di Agropoli (Salerno), distante poche decine di metri dal luogo in cui una ventina di anni fa venne segnalato il rinvenimento.   Il relitto di Punta del Fortino (foto Archeomar) Qualora l'identificazione dei legni fosse confermata, si tratterebbe di un pessimo segnale sullo stato di conservazione dell'imbarcazione , da tempo bisognosa di azioni di tutela e protezione in grado di arrestare il degrado causato dalla posizione in acque poco profonde e intensamente trafficate, a poca distanza dall'imboccatura del frequentato porto turistico agropolese. La nave, conservata per una lunghezza di 14 metri, era stata censita nel database del progetto Archeomar all'inizio degli anni Duemila e identificata con una galeazza o una cocca genovese :  tipologie di imbarcazioni...

Svezia, saccheggiato il relitto cinquecentesco di Dalarö

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Tra le isole dell'arcipelago di Stoccolma, a una profondità di 28 metri, nel 2017 è stato localizzato e documentato dagli archeologi del National Maritime Museum il relitto di una nave mercantile databile al XVI secolo , di probabile fabbricazione svedese, destinata al trasporto di materiale ferroso e in particolare di ferro Osmond, di cui sono state rinvenuti circa trenta barili. Carichi di questo tipo di ferro, prodotto soprattutto in area scandinava ed esportato verso Germania e Olanda sotto forma di sfere ricavate dalla raffinazione della ghisa grezza in fornaci apposite, sono noti solo in altri due naufragi, sempre dalle acque del Baltico. La nave, in ottime condizioni di conservazione come buona parte dei relitti lignei della zona , grazie alle particolari condizioni di salinità e temperatura del Baltico che proteggono scafi e sovrastrutture dall'azione distruttrice di xilofagi e teredini, presenta ancora l'albero maestro in posizione di navigazione, è lunga circ...

Mortella III: un volume sul relitto cinquecentesco di Saint-Florent

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E' gia disponibile negli store online e sul sito dell'editore il volume The Mortella III Wreck: a spotlight on Mediterranean shipbuilding of the 16th century , pubblicato da Arnaud Cazenave de la Roche per i British Archaeological Reports. In poco meno di duecentocinquanta pagine l'autore, archeologo navale al CSIC-Consejo Superior de Investigaciones Cientificas e membro associato del laboratorio di archeologia marittima della Sorbona di Parigi, presenta i risultati degli scavi eseguiti tra il 2010 e il 2019 su uno straordinario relitto rinvenuto nel 2005 a Saint-Florent, in Corsica . La nave, esempio eloquente dei traguardi raggiunti dai cantieri navali italiani, e in particolare genovesi, nella prima metà del Cinquecento, consente di gettare nuova luce sulla tradizione nautica mediterranea rinascimentale, e di offrire nuove evidenze materiali ad elementi finora noti solo su base storica e iconografica. Un libro atteso dagli addetti ai lavori, ma anche dai tanti che...

La nave di Marausa, in esposizione dal 13 aprile

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Si inaugurerà sabato 13 aprile, presso il Museo Lilibeo di Marsala, l'esposizione dedicata al relitto della nave di Marausa , una grande oneraria romana di III secolo d.C. affondata a poca distanza dalle coste siciliane con il suo carico di anfore africane. All'inaugurazione, a partire dalle 10.30, saranno presenti il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, Assessore ad interim ai Beni Culturali dopo la tragica scomparsa di Sebastiano Tusa , il Dirigente Generale Sergio Alessandro, la Soprintendente del Mare Adriana Fresina e il Direttore del Polo Luigi Biondo. 

Portogallo, archeologi al lavoro su un relitto del XVI secolo

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Buone notizie dalle acque dell'Atlantico. Un nuovo relitto è stato scoperto , lo scorso settembre, in Portogallo, alla foce del Tago, nei pressi di Cascais . La nave, affondata tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, si aggiunge agli oltre cento relitti già individuati nell'estuario del grande fiume portoghese, e ha restituito finora alcuni cannoni di bronzo , porcellane cinesi, grani di pepe e cipree: si trattava probabilmente di una delle numerose imbarcazioni che coprivano la lunghissima rotta di andata e ritorno verso le Indie, rifornendo i mercati europei di spezie e oggetti di provenienza esotica. Il team di archeologi, guidato da Jorge Freire, si dovrà occupare ora della documentazione e delle strategie appropriate per la conservazione, in situ e nel locale del Museo del Mare , dei numerosi reperti, che sono caratterizzati da un buono stato di conservazione. La scoperta, secondo quanto dichiarato dal sindaco di Cascais, Carlos Carreiras, aprirà scenari...

Ritrovato un nuovo elemento del meccanismo di Anticitera

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L'incredibile Meccanismo di Anticitera , il complicato orologio astronomico ritrovato sul fondo dell'Egeo tra i resti di un naufragio datato al I secolo a.C., può contare oggi su un nuovo elemento:  tra i materiali recuperati nel 2017 dal fondale di Antikythera, isolotto a sud del Peloponneso, nel corso di un'affascinante serie di esplorazioni a 55 metri di profondità, è stato infatti identificato anche un piccolo disco bronzeo, che rientra perfettamente nel complesso sistema di ingranaggi del Meccanismo.  Lo strumento faceva parte, come è noto, degli oggetti trasportati su una nave che affondò verosimilmente intorno al 60 a.C., disperdendo sul fondale una grande quantità di statue e sculture , oggi visibili nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Atene, e recentemente oggetto di nuove indagini approfondite da parte di un team italiano . Il carico fu identificato ai primi del Novecento da pescatori di spugne, e fu nuovamente esplorato nel 1976 da un gruppo coord...

Imperia, il relitto romano apre alle visite dei sub

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Cresce l'offerta turistica archeologica subacquea dell'Italia: a 5 anni dalla scoperta, infatti, apre alle visite dei sub il relitto della nave romana di Imperia , un'imbarcazione commerciale naufragata tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. a un miglio e mezzo dall'attuale costa ligure.  Il relitto, individuato nel 2013 e oggetto di studi da parte del responsabile per l'archeologia subacquea della Soprintendenza competente, l'archeologo Simon Luca Trigona, è posato da duemila anni sul fondale marino a una profondità di 50 metri ; le anfore, Dressel 1A di produzione tirrenica in ottimo stato di conservazione e in numerosi casi ancora provviste dei tappi, hanno protetto lo scafo di una panciuta oneraria, lunga 15 metri e larga 6 , e si sono arricchite di una densa colonizzazione biologica. Sarà un centro sub della zona, il Nautilus Diving Center di Santo Stefano a Mare , a organizzare le visite sul relitto, che, trovandosi oltre i limiti della subacq...

Il relitto dei sarcofagi di San Pietro in Bevagna e le prospettive legate al turismo archeologico subacqueo

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Appuntamento a Roma, oggi, per tutti coloro che si interessano di turismo archeologico subacqueo: dalle 16, presso l'aula 2 del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi RomaTre (via Ostiense 234), si discuterà infatti del suggestivo Relitto dei Sarcofagi di San Pietro in Bevagna , e delle nuove prospettive di valorizzazione.  Il sito, comprendente l' impressionante carico di una  navis lapidaria affondata a circa 100 metri di distanza dalla riva di San Pietro in Bevagna presso Manduria (Taranto) è in effetti un luogo eccezionale per la creazione di un itinerario archeologico sottomarino e per promuovere la valorizzazione del patrimonio sommerso: i venti sarcofagi di marmo , proveniente dalle cave del Mediterraneo orientale, sono disposti su un'area di circa 150 mq, a una profondità di appena 4-6 metri. Un luogo perfetto, dunque, per effettuare visite subacquee, con autorespiratore e in snorkeling, in totale sicurezza e senza rischi di danneggia...

Nuove scoperte dal relitto di Antikythera. Una conferenza a Roma

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Appuntamento importante, martedì 13 febbraio alle 18.00, all'Istituto Svedese di Studi Classici, a Roma: Brendan Foley, ricercatore all'Università di Lund, terrà infatti una conferenza sui risultati emersi durante le nuove ricerche sul sito dello straordinario relitto di Antikythera . Negli ultimi anni, infatti, si è riacceso l'interesse sul sito del naufragio che aveva restituito, tra le altre cose, le importanti sculture oggi esposte al Museo Archeologico di Atene ( alcune delle quali sono state oggetto di nuovi lavori da parte dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro ), e l'affascinante meccanismo , prodigio della tecnologia antica di cui si sono offerte, negli anni, affascinanti ricostruzioni e accattivanti studi funzionali. Dal 2012 al 2017 i fondali di Antikythera hanno restituito reperti di eccezionale interesse, compresi resti umani , a oltre un secolo dai primi, pionieristici recuperi.

Ritrovato in Alabama il relitto dell'ultima nave degli schiavi?

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Il relitto di uno schooner a due alberi, rinvenuto recentemente tra i fanghi del delta del Mobile-Tensaw, in Alabama, potrebbe essere l' ultima testimonianza della tratta degli schiavi tra Africa Occidentale e Stati Uniti.  La nave, venuta alla luce a causa delle eccezionali condizioni di bassa marea causate dall'ultima ondata di cicloni nel Golfo del Messico, sembra identificabile con il Clotilda , il veliero che nel 1860 trasportò 110 schiavi africani dai villaggi dell'attuale Benin e che fu dato alle fiamme dal suo stesso capitano una volta giunto a destinazione: la tratta di esseri umani dall'Africa era infatti già divenuta illegale negli USA, e gli ultimi trasporti transatlantici di schiavi venivano condotti nella più completa clandestinità.  Studiosi e specialisti di archeologia navale sono oggi al lavoro sul sito per verificare l' identità del relitto e per procedere allo studio e all'opportuna valorizzazione di quello che, per il suo significa...

Porto di Napoli, ecco le immagini della corvetta Flora

Le spettacolari immagini dal relitto della corvetta Flora , affondata nel Porto di Napoli l'8 gennaio del 1799 e documentata da archeologi subacquei nel corso dei lavori per il bacino napoletano. Clicca qui per la notizia 

Le spettacolari immagini del relitto di Acitrezza (CT)

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Mentre il MiBACT si appresta a rimpinguare finalmente l'organico con 500 nuove assunzioni (da domani, a Roma, le prove preselettive del nuovo concorso), nessuna delle quali orientata nello specifico verso l'archeologia subacquea, e mentre la riorganizzazione generale del Ministero e dell'intero comparto Cultura della nazione procede, ancora una volta senza alcun riferimento esplicito al patrimonio subacqueo italiano , ci pensa, al solito, la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana a mostrare cosa giace sui nostri fondali e quanti e quali eccellenti lavori si possano eseguire, investendo risorse e promuovendo competenze e professionalità. Sono stati appena diramati alcuni degli splendidi risultati dei recenti lavori condotti sul relitto romano  di Acitrezza sotto la direzione del Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa, con il coordinamento dell’archeologo responsabile di zona Philippe Tisseyre e con il contributo di Salvo Emma per l'elaborazione dei dati...

La redenzione del tombarolo. Sub pentito restituisce reperti trafugati in mare

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Colto da improvvisa e provvidenziale redenzione, spaventato dalle conseguenze penali del suo gesto o semplicemente scoraggiato di fronte alla difficoltà di smerciare articoli 'scottanti' sul mercato nero? Non sapremo mai, probabilmente, quale è stata davvero la causa che ha spinto un sub sardo, dopo aver lungamente spolpato e saccheggiato i fondali di Posada (NU), a restituire oltre 140 reperti trafugati alla comunità . Marmi, anfore, oggetti lavorati; cocci senza valore e materiali scolpiti; elementi di bronzo e almeno una contromarra di un'ancora: c'è un po' di tutto nel bottino di reperti archeologici di età romana che il saccheggiatore pentito ha abbandonato sotto una quercia della campagna sarda . E che ora sono sotto esame da parte dei funzionari della Soprintendenza, i quali sperano, grazie alle indicazioni dello stesso sub, di poter eseguire a breve un sopralluogo sui fondali su cui, verosimilmente, doveva essersi posato il relitto di  almeno una nave...

Mostre. I reperti del relitto Deltebre I arrivano a Barcellona

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Girona , Alicante, Tarragona, ora Barcellona. La mostra di archeologia subacquea Deltebre I - Historia de un naufragio continua il suo percorso fra i musei di Spagna e approda al MAC, il Museu d'Arqueologia de Catalunya , nel cuore della capitale catalana. Fino al prossimo 6 marzo, anche gli abitanti e i tanti visitatori di Barcellona potranno osservare da vicino alcuni straordinari oggetti recuperati dal CASC, il Centro di Archeologia Subacquea di Catalogna, fra i legni di una grande nave militare inglese affondata alla foce del fiume Ebro il 20 giugno del 1813; in quel principio di XIX secolo, cioè, in cui, nel contesto della Guerra di Indipendenza Spagnola (Guerra del Francés, 1808-1814), le artiglierie di Francia e Gran Bretagna si sfidavano sul suolo e nelle acque della Spagna.  La scoperta del relitto, dovuta alla segnalazione di un subacqueo del luogo, è storia recente, e scaturisce dal lento ritirarsi del delta dell'Ebro: un fenomeno indotto dall'uomo che...

La favolosa scoperta del San José e i timori sul suo destino

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Sul fondo del Mar dei Caraibi esiste un immenso cimitero di navi : una preziosa capsula del tempo, in grado di raccontare centinaia di storie di commerci, di battaglie, di pirati, ma anche un congiunto di favolose ricchezze, oro, argento, pietre preziose, lungamente al centro delle mire dei cacciatori di tesori di mezzo mondo. Ora, una di queste navi, una delle più cercate, sarebbe stata finalmente ritrovata. E' stato direttamente il Presidente della Colombia a informare, infatti, che 'sin lugar a duda' sarebbe stato localizzato nelle acque delle Islas Rosario, 307 anni dopo il suo naufragio, il relitto del galeone San José . Una nave leggendaria , forse più per i cacciatori di tesori che per gli archeologi, in virtù del suo favoloso carico di 11 milioni di monete d'oro, lingotti d'argento e smeraldi. Una grande unità navale affondata nel 1708 mentre cercava di rifugiarsi nel porto di Cartagena de Indias, costretta ad annullare la sua traversata atlantica e l...

Bretagna, scoperto un relitto con un carico di lingotti di stagno

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Oltre quattro tonnellate di lingotti di stagno, di dimensioni variabili (il peso dei maggiori sfiora i 33 kg, pari a 100 libbre romane), e contraddistinti da iscrizioni e marchi di produzione, frammisti a ceramica: è l'affascinante carico di un relitto, databile al III-IV secolo d.C., in corso di scavo nelle acque dell'isola di Batz , a 15 metri di profondità, a poca distanza dalle coste della Bretagna.  Il relitto era stato segnalato già in passato da subacquei sportivi, ed oggi è finalmente oggetto di campagne di ricerca sistematiche, grazie ai tecnici del DRASSM (il Dipartimento francese di Ricerche Archeologiche e Sottomarine) e alla possibilità di utilizzare l' André Malraux , la nuova nave allestita oltralpe appositamente per il lavoro degli archeologi subacquei. Le coste frastagliate della Bretagna, esposte alle potenti perturbazioni atlantiche e interessate da grandi variazioni di marea, sono costellate da relitti di tutte le epoche. Le nuove ricerche del D...

Tre scoperte subacquee nella top10 dell'American Institute for Archaeology del 2014

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Tre delle dieci maggiori scoperte del 2014   provengono dal mondo dell'archeologia subacquea: la classifica stilata dall' Archaeology Magazine , il mensile dell'American Institute for Archaeology dedicato al grande pubblico, infatti,  vede tra le Top10 Discoveries dell'anno che si sta chiudendo un relitto, una basilica sommersa e gli antichissimi resti umani dei cenotes dello Yucatan. Il relitto da top10 sarebbe quello dell' HMS Erebus , una delle due navi della spedizione di Franklin verso il Passaggio a Nord Ovest , affondata nelle gelide acque dell'Artico nel 1845. Le autorità canadesi, che hanno sostenuto lo sforzo degli archeologi coinvolti in una ricerca durata decenni, hanno dato grande rilievo alla scoperta: il rinvenimento infatti potrebbe avere risvolti politici importanti, fornendo un puntello importante alle rivendicazioni del Canada su uno spicchio di Polo Nord; ghiacci inospitali poco considerati nello scacchiere geopolitico, ma ora sempre pi...