La più grande cocca mai rinvenuta. Una scoperta eccezionale nelle acque del Baltico
Il relitto, identificato come una cocca – una tipologia di nave da carico ampiamente impiegata nel tardo Medioevo nei traffici tra Mar del Nord e Baltico – misura circa 28 metri di lunghezza, e 9 metri di larghezza massima, con una capacità di stiva stimata attorno alle 300 tonnellate.
La rilevanza del ritrovamento è duplice: da un lato consente di approfondire la tecnologia costruttiva delle grandi imbarcazioni commerciali del primo Quattrocento, dall’altro offre un quadro concreto sull’organizzazione delle reti mercantili nel Nord Europa. Le grandi cocche erano infatti progettate per il trasporto di merci voluminose – sale, legname, laterizi e derrate alimentari – spesso molto oltre i confini locali, segnando una trasformazione nei sistemi di scambio economico.
Il relitto giace a circa 13 metri di profondità, dove l’ambiente sedimentario ha protetto in particolar modo il fianco destro dello scafo, consentendo il ritrovamento di elementi oggi molto rari per questa classe di imbarcazioni.
Le analisi dendrocronologiche sui legnami hanno permesso datazioni affidabili e hanno indicato l’uso di materie prime provenienti da diverse aree dell’Europa settentrionale (quercia della Pomerania per il fasciame, legname olandese per le ordinate), a testimonianza di pratiche costruttive complesse e di reti di approvvigionamento già ben strutturate all’epoca. Lo studio del relitto ha poi evidenziato la presenza di un grande castello di poppa, i resti di una cucina di bordo realizzata con mattoni e tegole, senza contare reperti minuti, resti di cibi a disposizione dell'equipaggio (perlopiù carne e pesce salato), pettini, calzature, fino ai piccoli grani di un rosario.






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