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Un relitto carico d'oro dal Marocco. Lo studio in open access

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È stato appena pubblicato ed è disponibile in open access a questo link un volume dedicato a un relitto individuato nel 1995 nelle acque del Devon , nel sud-ovest dell’Inghilterra. La nave, nota per il ritrovamento di circa 400 monete d’oro , oggi conservate al British Museum , ha a lungo stimolato la curiosità degli studiosi, che sono finalmente riusciti a ricostruirne l’identità  e la storia. Si trattava del Dom van Keulen (“Il Duomo di Colonia”), una nave mercantile olandese affondata nel 1633 mentre trasportava un carico di gomma arabica, salnitro, pelli ovine e circa 9.000 monete d’oro provenienti dal Marocco . A bordo si trovavano inoltre gioielli marocchini del XVII secolo e numerosi altri oggetti che testimoniano l’intensità dei rapporti commerciali tra Europa e Nord Africa nella prima età moderna.

Svezia, archeologi ritrovano il più antico relitto nordico con fasciame a paro

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Archeologi subacquei del Vrak Museum di Stoccolma hanno annunciato il rinvenimento lungo le coste svedesi di un relitto che sembra poter essere considerato come la più antica testimonianza di costruzione navale con fasciame a paro dall'area baltica . Costruita intorno al 1460, la nave, lunga 30 metri e larga 7, avrebbe abbandonato il tradizionale sistema del fasciame a clinker, tipico delle navi vichinghe, in favore di un rivestimento liscio, più adatto alla realizzazione di imbarcazioni più resistenti e molto più grandi.  Un affascinante collegamento tra la costruzione navale medievale e quella moderna , ha dichiarato il curatore del Museo, Håkan Altrock.  La datazione del relitto, ottenuta grazie all' analisi dendrocronologica sugli anelli di accrescimento dei legni impiegati, è stata effettuata dall'Università di Lund. 

Marchi dipinti sui legni della stiva del relitto di Formigues

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La nuova campagna di scavi archeologi subacquei sul relitto Formigues II , affondato nel I secolo a.C. dinanzi alle Illes Formigues, una manciata di scogli lungo la costa catalana settentrionale, ha offerto importanti novità: come annunciato dal Museo di Archeologia della Catalogna, che attraverso il CASC (Centre de Arqueologia Subacuatica de Catalunya) guida le operazioni, la rimozione del carico di anfore nella parte poppiera della nave ha permesso di individuare interessanti iscrizioni dipinte direttamente sui legni della stiva.  I  tituli picti , straordinariamente conservati grazie all' eccezionale stato in cui si sono mantenuti i legni ,   protetti dalle anfore per venti secoli, potrebbero rivelare dettagli importanti sulle sequenze costruttive o sulle operazioni di manutenzione programmata che certamente avevano luogo anche nelle navi antiche. La campagna ha permesso anche di documentare la grande pompa di sentina ,  e di recuperare dal sito, a 45 metri di pro...

Monete d'oro antiche a portata di snorkel: una nuova scoperta dalla Spagna

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Cinquantatrè monete d'oro del tempo degli imperatori Valentiniano, Teodosio, Onorio e Arcadio giacevano da quindici secoli ad appena 7 metri di profondità nella baia del Portixol a Xabia, una località turistica a nord di Alicante , in Spagna. Lo scorso 23 agosto sono state individuate da due apneisti in vacanza, Luis Lens e César Gimeno, che hanno prontamente denunciato il rinvenimento alle autorità, consentendo ai tecnici dell'Università di Alicante, già da tempo impegnata in ricerche di archeologia subacquea nella zona, di localizzare il sito e di procedere al recupero e alla necessaria documentazione.  La scoperta è particolarmente interessante : l'individuazione, tra le monete, di chiodi e resti di piombo lascia ipotizzare la presenza di un piccolo cofanetto. Il tesoretto, databile numismaticamente alla fine del IV-inizio del V secolo d.C. era verosimilmente stato occultato lungo la costa, di fronte ai pericoli delle invasioni barbariche, e in particolare degli Alani,...

Sessanta monete dal lago di Bolsena

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Belle scoperte dal fondo dal sito archeologico sommerso del Gran Carro, nel lago di Bolsena : sono state recentemente recuperate sessanta monete databili tra il III e il IV secolo d.C. , oltre a un coltello di età protostorica. Riportiamo di seguito il comunicato ufficiale da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria meridionale , che ha coordinato le operazioni.  Rinvenute nell’area archeologica sommersa, nota come Il Gran Carro di Bolsena circa sessanta monete in bronzo, databili al III-IV sec d.C. La scoperta, avvenuta lo scorso mese di ottobre dalla Soprintendenza grazie alla continua collaborazione con il Centro Ricerche Archeologia Subacquea Aps testimonia la frequentazione dell’area, occupata principalmente durante la prima età del Ferro (X-IX sec. a.C.), anche in epoca storica. Il rinvenimento di una ulteriore moneta e di un oggetto metallico, identificabile come un coltello con manico a lingua da presa ed es...

Resti lignei di una nave cucita: singolare scoperta sul litorale di Grado

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I resti lignei di un' imbarcazione cucita , con tracce dei sistemi di legatura, sono stati rinvenuti lungo l'arenile di Grado e prontamente sottoposti a una prima documentazione e a un trattamento conservativo preliminare. Riportiamo di seguito il comunicato ufficiale della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli-Venezia Giulia , che ha condotto le attività.  RITROVATO ELEMENTO DI UN’IMBARCAZIONE ANTICA Una singolare scoperta è avvenuta nei giorni scorsi lungo l’arenile della spiaggia di Grado. Durante la regolare manutenzione da parte del personale di Grado Impianti Turistici – GIT è stata rinvenuta un’asse ligneo della lunghezza di 8 m ca., per una larghezza di 30 cm e dello spessore di 7-8 cm che, per le sue caratteristiche, è subito apparso come un elemento di imbarcazione. Immediatamente allertata, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio FVG ha organizzato il recupero del reperto, reso possibile grazie alla collaborazione della stessa...

Recuperato un miliario di Tito nel mare di Santa Marinella

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Marcava il trentasettesimo miglio da Roma, lungo la via Aurelia, il miliario ritrovato nella giornata del 10 gennaio lungo il litorale di Santa Marinella , verosimilmente scoperto dalle recenti mareggiate. La grande colonna iscritta, alta 180 cm, giaceva tra i ciottoli della battigia, semisommersa dalle onde e in buono stato di conservazione.  Il testo dell’epigrafe, con riferimento all’imperatore Tito, permette di datare con certezza il manufatto agli anni compresi tra il 79 e l’81, quando fu al potere il successore di Vespasiano. La Soprintendenza competente, con la collaborazione della Capitaneria di Porto, ha già recuperato il miliario, che è stato trasferito negli spazi del vicino Castello di Santa Severa, sede dell’affascinante Museo del Mare e della Navigazione Antica.

Sorprese dal Baltico: ritrovata in mare una macchina Enigma, la cifrante dei Nazisti

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Una macchina Enigma, la cifrante utilizzata dai Nazisti per comunicare in codice durante la Seconda Guerra Mondiale, resa celebre da una lunga serie di film e libri e per l'epopea della sua decodifica da parte degli Alleati, è stata rinvenuta nelle acque del Baltico.  Il team di Submaris con la macchina Enigma [Foto Reuters] Un gruppo di subacquei tecnici, guidati dall' archeologo marino tedesco Florian Huber della compagnia Submaris , già protagonista di numerose missioni di ricerca nelle acque del Nord Europa, oltre che in Africa, Messico e Nuova Zelanda, ha localizzato la macchina sui fondali della Baia di Gelting , a poca distanza dal confine terrestre tra Germania e Danimarca, durante un'operazione di bonifica dalle reti fantasma. La macchina Enigma ancora sul fondale [Foto C. Howe/Reuters] Anche se a prima vista il singolare apparecchio appariva come una vecchia macchina da scrivere, i sub si sono ben presto resi conto di essersi imbattuti in una delle poche Enigma s...

Turchia, una statua bronzea tra le reti di un peschereccio

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Una statua bronzea femminile, acefala e priva delle braccia, è stata recuperata nei giorni scorsi da un peschereccio nelle acque dell'Egeo orientale, tra le isole del Dodecaneso e le coste della Turchia.  Il reperto, del peso di oltre 300 kg, è stato consegnato alle autorità marittime turche ed è al momento oggetto di studio e dei necessari trattamenti conservativi presso il museo di Marmaris . Il rinvenimento -del tutto casuale e legato ad operazioni di pesca a strascico- non potrà rivelare molto di sé: come in altri casi analoghi, infatti, si tratta infatti di un recupero completamente decontestualizzato ; impossibile anche stabilire se la statua viaggiasse in compagnia di altre opere d'arte su una delle tante navi che trasportavano nell'antichità vecchi bronzi destinati a fusione , o se si trattasse di un bottino di guerra e del frutto di un saccheggio .  La stessa area di provenienza resta molto dubbia , considerando che i pescatori hanno dichiarato di aver calato le r...

Tiro, subacquei localizzano undici relitti del tempo di Alessandro Magno

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Undici relitti datati intorno al IV secolo a.C. sarebbero stati individuati da un team di subacquei a 35 metri di profondità, nella acque a sud della città di Tiro, nel Libano meridionale. La scoperta, annunciata dal presidente dell'associazione dei subacquei libanesi, Mohammad Sarji, tramite l' Agence Nationale de l'Information , sarebbe legata all' assedio dell'antica città da parte di Alessandro Magno , nel 332 a.C. Come raccontano le fonti, infatti, Alessandro avrebbe conquistato Tiro, a quel tempo su un'isola, costruendo un grande terrapieno , sul quale avrebbe fatto marciare la sua poderosa armata. Le navi, a detta degli scopritori ritrovate cariche di pietre, sarebbero state utilizzate proprio per questa grandiosa opera militare, che finì per unificare definitivamente la città alla terraferma. Saranno in ogni caso le ricerche archeologiche subacquee a chiarire la cosa.

Archeosub cinesi e sauditi al lavoro nel Mar Rosso per documentare antichi scambi commerciali

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Ha preso il via lo scorso 29 dicembre la seconda missione archeologica congiunta tra Cina e Arabia Saudita nell'antico porto di Al Serrian, sul Mar Rosso. Il team di specialisti, che comprende sette archeologi subacquei, è all'opera per documentare antichi scambi commerciali , e ha già rinvenuto importanti testimonianze della presenza di ceramiche di produzione cinese, araba e persiana tra i possibili resti di un grande porto marittimo. Il progetto nasce nel quadro di una serie di accordi di cooperazione intrapresi dopo la visita del presidente Xi Jinping a Riyadh a gennaio 2016 e intende cementare i rapporti tra i due Paesi, secondo una strategia già messa in pratica con successo in Kenya, dove missioni archeologiche cinesi stanno documentando antiche relazioni fornendo al tempo stesso sostegno ai nuovi interessi del gigante asiatico in Africa. Per il direttore saudita della missione, Mahdi Al Qarni, l'antica via commerciale dalla Cina al Mar Rosso, la cosiddet...

Nuove scoperte: un relitto di I secolo nelle acque di Portofino

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Erano posate sul fondale a -54 metri, le anfore di un'antica oneraria romana sorpresa probabilmente da un fortunale lungo le coste della Liguria orientale, a poca distanza dall'attuale Portofino . Le hanno scoperte lo scorso 30 novembre due subacquei della zona, titolari del centro sub Rasta Divers di Santa Margherita Ligure, durante un'immersione, e hanno correttamente allertato le autorità. E' stato poi il personale scientifico dell'attivo Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea della Soprintendenza della Liguria a procedere alle opportune verifiche e al recupero di una delle anfore, con il supporto del personale e dei mezzi della Guardia Costiera. La nave trasportava un carico di vino in anfore del tipo Gauloise 7, prodotte nelle regioni meridionali della Gallia intorno al I secolo d.C. e caratterizzate da fondo piatto e orlo estroflesso (per gli appassionati: ecco un pdf liberamente scaricabile con la classificazione tipologica delle anfore Gauloises )....

Slovenia, pescatore trova iscrizione latina in un fiume

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L' iscrizione funeraria  in latino commissionata da un padre, Arellius Iucundus , per la figlia morta dodicenne: questo è quanto è stato rinvenuto sul fondo del fiume Sava da un pescatore sloveno, nel territorio della città di Kranj, a venti minuti da Lubiana e a poco più di cento chilometri da Trieste. Il testo, perfettamente leggibile, può datarsi tra la fine del primo e il secondo secolo d.C., e costituisce un rinvenimento interessante per il territorio dell'alta Slovenia e dell' antica Carnium , ai limiti estremi della Regio X e a due passi dal Noricum . L'iscrizione è stata recuperata ed è ora in corso di restauro da parte dei tecnici dello ZVKDS , l 'Istituto Sloveno per la Protezione del Patrimonio Culturale .

Ritrovato un nuovo elemento del meccanismo di Anticitera

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L'incredibile Meccanismo di Anticitera , il complicato orologio astronomico ritrovato sul fondo dell'Egeo tra i resti di un naufragio datato al I secolo a.C., può contare oggi su un nuovo elemento:  tra i materiali recuperati nel 2017 dal fondale di Antikythera, isolotto a sud del Peloponneso, nel corso di un'affascinante serie di esplorazioni a 55 metri di profondità, è stato infatti identificato anche un piccolo disco bronzeo, che rientra perfettamente nel complesso sistema di ingranaggi del Meccanismo.  Lo strumento faceva parte, come è noto, degli oggetti trasportati su una nave che affondò verosimilmente intorno al 60 a.C., disperdendo sul fondale una grande quantità di statue e sculture , oggi visibili nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Atene, e recentemente oggetto di nuove indagini approfondite da parte di un team italiano . Il carico fu identificato ai primi del Novecento da pescatori di spugne, e fu nuovamente esplorato nel 1976 da un gruppo coord...

Levanzo, recuperato il diciottesimo rostro della Battaglia delle Egadi

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Ancora scoperte dai fondali delle Egadi . Un rostro romano , Egadi 18, con decorazione in rilievo raffigurante una vittoria alata, è stato recuperato dai fondali a Nord - Ovest di Levanzo , a una profondità compresa tra i -75 e i -95 metri, nel corso di nuove ricerche effettuate nell'arcipelago dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con i subacquei altofondalisti della GUE - Global Underwater Explorer e il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza. “La ricerca nei fondali delle Egadi – ha dichiarato l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa – continua con grande successo, dimostrando ancora una volta la grande ricchezza dei fondali egadini e, in particolare, presso il luogo dove avvenne la Battaglia delle Egadi nel 241 a.C.  Malgrado ormai il corpus dei materiali rinvenuti sia estremamente ricco, come dimostra il numero di rostri ed elmi individuati e recuperati (19 rostri, 22 elmi del tipo Montefortino e numerose anfore), l...

Croazia, un nuovo relitto di età romana dai fondali dell'isola di Pag

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Sono state diffuse alcune immagini di un nuovo relitto di età romana , scoperto in maniera apparentemente casuale nei fondali dell' isola di Pag (Pago, lungo la riviera dalmata settentrionale). Le poche informazioni e le fotografie mostrano un'imbarcazione che trasportava anfore vinarie databili al I secolo a.C. Secondo Vedran Dorušić, presidente della Diving Tourism Organisation alla Camera di Commercio Croata, coinvolto personalmente nel rinvenimento, ci sono le condizioni perché il relitto, dopo le necessarie operazioni di studio e documentazione, diventi una nuova affascinante meta nel circuito del turismo archeologico subacqueo mediterraneo .

Due ceppi d'ancora romani recuperati nelle acque di Cagliari

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Due ceppi d'ancora in piombo , di età romana, sono stati recuperati nella acque di Cagliari, nella zona di Capo Sant'Elia, dai Carabinieri Subacquei, in collaborazione con il Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale e i tecnici della Soprintendenza.  I due reperti, lunghi oltre un metro, si trovavano a una profondità di 40 metri , e saranno ora oggetto di studio e documentazione da parte degli specialisti. 

Due nuovi relitti nel fango del Potomac, a pochi km da Washington D.C.

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Archeologi al lavoro su uno dei relitti di Alexandria Navi settecentesche lungo le rive del Potomac: la scoperta, di pochi giorni fa, è avvenuta ad Alexandria (Virginia) , 10 km a sud della capitale statunitense Washington D.C., durante lavori per nuove costruzioni civili nell'area di un vecchio terminal fluviale.  Il team degli archeologi chiamati ad assistere le opere avrebbe riconosciuto immediatamente legni e porzioni di scafo pertinenti a due imbarcazioni databili alla fine del Settecento , ed è ora impegnato nella documentazione dei relitti, che andranno ad arricchire il patrimonio della città. Già alla fine del 2015, a due isolati di distanza, era stato rinvenuto un relitto navale , lungo quasi 15 metri e forse riutilizzato nel consolidamento degli argini fluviali e nella costruzione di nuove banchine lungo il waterfront cittadino. I relitti di Alexandria si aggiungono a una lunga serie di relitti navali interriti, rinvenuti negli ultimi anni negli Stati Un...

Nuove scoperte dal relitto di Antikythera. Una conferenza a Roma

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Appuntamento importante, martedì 13 febbraio alle 18.00, all'Istituto Svedese di Studi Classici, a Roma: Brendan Foley, ricercatore all'Università di Lund, terrà infatti una conferenza sui risultati emersi durante le nuove ricerche sul sito dello straordinario relitto di Antikythera . Negli ultimi anni, infatti, si è riacceso l'interesse sul sito del naufragio che aveva restituito, tra le altre cose, le importanti sculture oggi esposte al Museo Archeologico di Atene ( alcune delle quali sono state oggetto di nuovi lavori da parte dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro ), e l'affascinante meccanismo , prodigio della tecnologia antica di cui si sono offerte, negli anni, affascinanti ricostruzioni e accattivanti studi funzionali. Dal 2012 al 2017 i fondali di Antikythera hanno restituito reperti di eccezionale interesse, compresi resti umani , a oltre un secolo dai primi, pionieristici recuperi.

Nuove scoperte dallo Yucatan: due relitti e un faro sommerso

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L'INAH-Instituto Nacional de Antropologia e Historia, l'organismo del governo che coordina, tra le altre cose, le ricerche di archeologia subacquea nelle acque messicane, ha diramato la notizia di nuove scoperte nelle acque dello Yucatan , nel territorio di Sisal. L'archeologa Helena Barba Meinecke, a capo del progetto di ricerca archeologica subacquea nello Yucatan, ha annunciato infatti il rinvenimento di due nuovi relitti e di una struttura sommersa. Il primo, localizzato a circa 40 km a NW di Sisal, potrebbe verosimilmente essere identificato con una fregata olandese del XVIII secolo , grazie ai dati desumibili dallo studio dei reperti e al confronto con le fonti: sul fondale, infatti, sono stati trovati 12 cannoni in ferro di manifattura olandese, lunghi 2,5 metri, oltre a ceramiche e proiettili, compatibili con la notizia d'archivio di due naufragi avvenuti nell'inverno del 1722, per effetto di forti venti da Nord, in cui sarebbero andate perdute due f...