Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta saccheggio

Svezia, saccheggiato il relitto cinquecentesco di Dalarö

Immagine
Tra le isole dell'arcipelago di Stoccolma, a una profondità di 28 metri, nel 2017 è stato localizzato e documentato dagli archeologi del National Maritime Museum il relitto di una nave mercantile databile al XVI secolo , di probabile fabbricazione svedese, destinata al trasporto di materiale ferroso e in particolare di ferro Osmond, di cui sono state rinvenuti circa trenta barili. Carichi di questo tipo di ferro, prodotto soprattutto in area scandinava ed esportato verso Germania e Olanda sotto forma di sfere ricavate dalla raffinazione della ghisa grezza in fornaci apposite, sono noti solo in altri due naufragi, sempre dalle acque del Baltico. La nave, in ottime condizioni di conservazione come buona parte dei relitti lignei della zona , grazie alle particolari condizioni di salinità e temperatura del Baltico che proteggono scafi e sovrastrutture dall'azione distruttrice di xilofagi e teredini, presenta ancora l'albero maestro in posizione di navigazione, è lunga circ...

Un milione di euro di multa e quattro anni di carcere: costa carissimo il saccheggio della Jeanne-Élisabeth a tre tombaroli francesi

Immagine
Pensavano forse di farla franca, i tre tombaroli subacquei che nel 2007 avevano scoperto e saccheggiato il relitto della Jeanne-Élisabeth , goletta francese affondata nel 1755 a Villeneuve-lès-Maguelone, a poca distanza da Montpellier, mentre era in rotta da Cadice a Marsiglia. Certamente erano convinti di aver messo le mani su un favoloso tesoro sommerso, e di esserne divenuti più o meno legittimamente i proprietari in virtù di qualche piratesca legge del mare. Oggi la corte d'appello ha invece confermato la dura pena già comminata durate il primo processo, con una pesante sanzione di quattro anni di reclusione e una condanna a restituire allo Stato oltre un milione di euro: un giudizio esemplare che segna un punto importante nella lotta contro i saccheggiatori di relitti e siti sommersi. Claude Marty, pescatore di frutti di mare lungo le coste dell'Hérault, aveva localizzato la nave quasi dieci anni fa, e di fronte all'incredibile ricchezza conservata fra i legni,...

La Cina pronta a varare una nave per la ricerca archeologica subacquea

Immagine
Prenderà il mare entro la fine del 2013 la prima nave cinese per la ricerca archeologica sottomarina. L'imbarcazione, che sarà lunga 56 metri e larga 4,8, per una stazza di 860 tonnellate, è stata progettata nel centro di ricerca 701 della China Shipbuilding Industry Corporation, ed è attualmente in costruzione nei cantieri Changhang Dongfeng di Chongqing.  Grazie al design moderno, alle elevate dotazioni tecnologiche e al sistema di propulsione elettrico, la nuova nave sarà in grado di operare con efficienza, e a costi contenuti, lungo gli oltre 18.000 km di sviluppo costiero del gigante asiatico e fino alle più lontane isole del Mar Cinese Meridionale, consentendo di accrescere la conoscenza di un patrimonio archeologico subacqueo potenzialmente molto considerevole, ma per grandissima parte ancora da conoscere: in alcuni periodo della sua storia, intervallati da fasi di chiusura, la Cina intrattenne intensissime relazioni marittime di cui il centinaio di relitti finora individ...

Il lieto fine del caso Odyssey: la Spagna otterrà la restituzione del tesoro della Mercedes

Immagine
Quasi cinque anni fa 594.000 monete d'oro e argento, recuperate dalla compagnia americana Odyssey Marine Exploration fra i resti di un relitto posatosi sui fondali allo sbocco dello Stretto di Gibilterra, prendevano il largo e venivano rapidamente trasportate negli Stati Uniti.  La perdita del gigantesco tesoro, che, come si vide, faceva parte del carico di una fregata spagnola, la  Nuestra Señora de las Mercedes , affondata nel 1804 in seguito ad un attacco da parte della flotta britannica, ebbe subito larga risonanza mediatica, e ben presto il Governo di Spagna intraprese una dura battaglia legale per ottenere la restituzione di quello che, a rigor di legge, faceva parte del proprio patrimonio, essendo caricato a bordo di una nave da guerra battente bandiera spagnola.  Ora, dopo una lunga trafila di successi e delusioni, scontri e ricomposizioni, il giudice del Tribunale d'Appello di Atlanta ha dato ragione alla Spagna, obbligando di fatto l'impresa americana alla ...

Accordo tra Armada e archeologi subacquei per la difesa del patrimonio in Andalusia

Immagine
Il Ministero della Difesa spagnolo scende in campo attraverso la Marina ( l'Armada ) per fornire  appoggio logistico, navi, subacquei, materiali dei propri archivi e tutto quanto sarà necessario agli archeologi andalusi, allo scopo di tutelare il ricco patrimonio archeologico sottomarino della Spagna meridionale. E' la conseguenza di un accordo siglato a Cartagena (sede del Museo Nazionale di Archeologia Subacquea - ARQUA ) il 9 luglio 2009 tra Ministero della Difesa, Ministero della Cultura e Centro di Archeologia Subacquea della Junta de Andalucia. Durante il prossimo mese, i dragamine militari di nuova concezione  Turia  (nella foto) e Sella , la lancia dell'Istituto Idrografico Escandallo e i sommozzatori dell' Armada saranno a disposizione degli archeologi andalusi per poter lavorare alla realizzazione di una Carta Archeologica del Patrimonio sommerso tra la foce del Guadalquivir e Tarifa. Si spera così di poter essere finalmente in grado di proteggere con magg...